CORONAVIRUS, DALLA SECONDA ONDATA AL VACCINO: PARLA IL DOTTOR BERTUCCI

Il dottor Piergiorgio Bertucci

di ANDREA MUSACCHIO

CHIVASSO – Dall’obbligo di indossare le mascherine all’aperto al vaccino, passando per la situazione coronavirus in Piemonte. Questa mattina, venerdì 9 ottobre, Cintura Ovest ha intervistato il dottor Piergiorgio Bertucci, specialista in Medicina Tropicale e Infettivologo, professore in Malattie infettive all’Università Cattolica di Milano, dirigente medico e consulente di malattie infettive all’Asl To4, ospedale di Chivasso e attualmente membro della commissione “infezioni ospedaliere”.

Buongiorno professore. Siamo all’inizio di autunno e i contagi sembrerebbero aumentare. Come possiamo definire la situazione attuale del Piemonte?

La situazione epidemiologica è in linea con quanto sta accadendo in Italia. L’impatto più grosso per le regioni del nord è stato a marzo e aprile. Adesso sono le regioni centrali ad avere casi più importanti. Nei luoghi di lavoro e nelle scuole la situazione è sotto controllo. I luoghi sono sicuri. Il problema è all’esterno nei mezzi di trasporto o nelle feste organizzate dai ragazzi“.

Esatto. Rispetto ai mesi di marzo e aprile, le scuole sono aperte e sono ripresi gli sport di contatto. C’è il rischio che la seconda ondata possa essere pari alla prima?

Personalmente credo che sarà inferiore. Però ci giocheremo tutto alla fine di ottobre. Se le persone seguiranno le varie ordinanze, la situazione dovrebbe stabilizzarsi senza grossi affanni. Sicuramente la seconda ondata sarà importante, ma meno forte rispetto alla prima“.

L’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto sarà utile nel limitare la diffusione del virus?

Ovviamente sì. Basta indossarle laddove si materializza il rischio di contagio. Giovani e adulti credono di poter stare seduti all’aperto senza mascherina, in quanto il rischio sia pari allo zero. Invece non è così. Ovviamente la mascherina non può proteggerci al 100%, però è molto importante indossarla“.

In questo momento ci sono più casi asintomatici che sintomatici. Come se lo spiega?

Molto probabilmente perché la prima ondata ha colpito le persone più deboli. Mentre adesso il virus sta colpendo persone con una resistenza superiore. Inoltre, non sappiamo con certezza il numero di asintomatici tra marzo e aprile. I test sierologici che si stanno facendo in queste settimane ci permettono di fare una fotografia della situazione attuale. Prima non è stato possibile farli“.

Tra pochi mesi entreremo nel periodo dell’influenza. E’ possibile distinguere le due malattie?

No. Purtroppo non si può distinguere l’influenza dal coronavirus. Proprio per questo consiglio di stare a casa. Hai il raffreddore? La tosse? Stai a casa. Anche se è una semplice influenza, ed è una vita che mi batto per questo (ride, ndr). Non facciamo gli eroi. Non serve a nulla andare a lavoro o a scuola con la febbre. In questo periodo poi è totalmente sconsigliato“.

L’influenza ci fa pensare in automatico al vaccino. Quello per il covid-19 arriverà entro la fine del 2020?

Secondo me no. Penso che arriverà nei primi mesi del 2021, salvo incidenti di percorso. Poi tutto è possibile e ci auguriamo che possa arrivare il prima possibile“.

Parliamo adesso dei negazionisti. Lei, insieme a numerosi operatori sanitari, ha messo la sua vita a rischio durante il periodo di emergenza nazionale. Cosa prova quando sente dire che “il covid non esiste”?

Fa male. Anche se eravamo temprati con i negazionisti dei vaccini. Le faccio un esempio: anni fa ci fu una grossa epidemia di meningite in Toscana. Ebbene, i vaccini andarono a ruba. Quindi, penso che quando arriverà il vaccino per il covid, anche il più negazionista dei negazionisti si andrà a vaccinare. Purtroppo sono un danno. Lo sono per loro stessi, ma anche per le altre persone. Non sono delle brave persone, ecco”.

Grazie mille professore, buon lavoro e in bocca al lupo.

Grazie a voi“.

Il dottor Bertucci in veste da supereroe

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