VUOI DIVENTARE NATUROPATA? A RIVOLI C’È L’ISTITUTO NEMI

RIVOLI – Una scuola di naturopatia professionale al servizio della persona. Stiamo parlando dell’Istituto NeMi (Naturopatia e Medicina Integrate), che tra pochi giorni inaugurerà la nuova sede di Rivoli, in via Rombò 29/E.

Ma cos’è la Naturopatia? Per chi non lo sapesse, è una disciplina bionaturale, inserita dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) tra le medicine complementari nel 1997.

Essa dà centralità alla persona nel suo complesso, vista come un’unità in cui non c’è reale separazione tra il piano fisico, quello psicologico e quello spirituale. Tutti i livelli s’interpenetrano e formano insieme l’essere umano. Ogni manifestazione fisica è, infatti, accompagnata da sensazioni, pensieri, emozioni che influenzano la reattività dell’organismo, così come ogni fenomeno psichico ha delle ripercussioni sul corpo. La naturopatia osserva la persona in modo olistico e ricerca le cause dello squilibrio alla base del malessere. Per questa ragione l’oggetto primario dell’intervento naturopatico è la prevenzione, realizzata agendo sulla persona.

Gli strumenti a disposizione del naturopata provengono dalle medicine tradizionali e sono numerosi e diversi secondo le affinità personali dell’operatore. Quelli proposti più comunemente per riequilibrare l’organismo sono pratiche depurative, preparati erboristici e integratori alimentari. A questi si affiancano tecniche di rilassamento, immaginative e mindfulness.

È importante sottolineare che il consiglio dei rimedi rappresenta una parte marginale dell’agire del naturopata. Esso è, infatti, diretto alla persona e non all’intervento sul sintomo. Il vero obiettivo dell’operatore è promuovere la presa di coscienza, fondamentale per acquisire abitudini sane e migliorare qualità della vita. Il naturopata non è un medico, in quanto si occupa di salutogenesi, mentre è compito della medicina trattare la patologia. Per questa ragione, di fronte a malattie importanti, fisiche o psicologiche, il naturopata rimanda l’utente al medico o allo psicoterapeuta, con cui può collaborare con un approccio complementare.

Come si diventa naturopata? Chi vuole intraprendere questa strada si scontra con la difficile impresa di scegliere la scuola adatta: poiché in Italia la professione non è regolamentata, l’offerta è molto ampia e variegata e non sempre è facile orientarsi. Se volete diventare naturopati davvero preparati, è fondamentale dirigersi verso proposte conformi alle linee guida dell’Oms, che stabiliscono criteri univoci relativi alla formazione, alle competenze e agli ambiti d’intervento del naturopata. Questi prevedono un percorso formativo di 1500 ore, di cui almeno 400 devono essere dedicate al tirocinio.

Il piano di studi proposto dall’Istituto NeMI rispetta tali linee guida, portando così la naturopatia in Italia al livello internazionale. Questo impegno è stato riconosciuto anche dalla World Naturopathic Federation che, per tale ragione, ha ammesso l’Istituto tra i propri enti formativi (il secondo in Italia a risultare idoneo).

Ma che competenze deve avere un naturopata? Poiché il naturopata lavora prima di tutto nella salutogenesi e nella prevenzione primaria, è indispensabile che conosca bene come funziona un corpo sano. Questo richiede delle basi solide di anatomia e fisiologia, chimica biologica e fitofarmacologia. Discipline che, tuttavia, sono trattate superficialmente, o non vengono trattate affatto, nella maggior parte delle scuole. Se desiderate diventare operatori, scegliere una scuola che offra delle solide basi scientifiche è fondamentale per lavorare con sicurezza nel proprio ambito di competenza. È inoltre indispensabile per promuovere il dialogo e la collaborazione con i medici, gli psicoterapeuti e le altre figure sanitarie, come auspicato dall’Oms e dal Parlamento Europeo.

Anche la gestione del colloquio richiede diverse competenze, che vanno coltivate nel percorso di studi. Per svilupparle servono delle adeguate basi di psicologia della relazione, oltre ad un serio lavoro pratico ed esperienziale. Per questa ragione, la formazione deve comprendere un ampio monte ore di laboratorio, in cui esercitarsi nel colloquio e nell’analisi della persona nel suo complesso. Conoscere bene i rimedi, infatti, non basta, è necessario imparare a relazionarsi con il cliente in modo adeguato, rispettoso e privo di giudizio. Questo è indispensabile per creare una relazione di fiducia, in grado di innescare nella persona un processo di crescita e cambiamento in direzione di un maggiore benessere psicofisico.

Diventare naturopata significa imparare a ragionare secondo un nuovo paradigma, che permetta di individuare i punti di contatto tra le manifestazioni fisiche e il vissuto esperienziale. In questo senso, le medicine tradizionali, su cui si basa la naturopatia, aiutano a sviluppare il ragionamento analogico, la capacità di osservazione e di analisi, fornendo le basi per un approccio realmente olistico.

Per questo vi proponiamo l’Istituto NeMI, dove la parola d’ordine è integrazione. L’orientamento della scuola unisce infatti i fondamenti delle medicine tradizionali, riconosciute dall’OMS, con le nuove scoperte della biomedicina. In questo modo gli insegnamenti si fondono in un sistema di pensiero integrato, che rispetta sia l’approccio energetico tradizionale, sia quello biologico scientifico. Il vero obiettivo è formare naturopati, che un giorno potranno trovarsi di fronte a persone in difficoltà e dovranno essere in grado di aiutarle.

Per questo vi consigliamo di scegliere l’istituto NeMi: una scuola capace di insegnare non solo a fare i naturopati, ma ad essere naturopati.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito web www.istitutonemi.com oppure chiamare al 331 2551927.

(Informazione pubblicitaria a cura della New Press – Testo di Andrea Musacchio)


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