ALPIGNANO, AL LAVORO OPERAI “IN NERO”: 130MILA EURO DI MULTA

dalla GUARDIA DI FINANZA

ALPIGNANO – Quando i finanzieri sono arrivati all’interno del cantiere edile, gli operai erano impegnati nella ristrutturazione in vista dell’imminente inaugurazione del locale.

Unica “pecca”: quasi la totalità erano impiegati “in nero”.

È quello che ha scoperto la Guardia di Finanza di Torino nel corso di un intervento all’interno di un cantiere edile di Alpignano, dove i finanzieri della compagnia di Susa, in collaborazione con la polizia locale, hanno sorpreso una dozzina di operai, rumeni, moldavi, ma anche qualche italiano, intenti in quelli che dovevano essere i lavori di rifacimento di un noto locale di Alpignano.

Due le ditte impegnate nella ristrutturazione che impiegava, praticamente l’intero staff aziendale, irregolarmente, esposto, in tal modo, ad elevati rischi in termini di sicurezza e di garanzie assistenziali.

Pesanti le conseguenze per i datori di lavoro coinvolti, un imprenditore edile di origine rumena e un italiano. I due rischiano infatti la sospensione dell’attività imprenditoriale, sanzioni sino a 130.000 euro oltre alla segnalazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, INPS e INAIL.

L’intervento della Guardia di Finanza ha indotto inoltre, i due imprenditori, alla regolarizzazione di tutti gli operai i quali hanno potuto beneficiare, così come previsto dalla legge, di una regolare assunzione e di un’adeguata copertura assicurativa.

È bene ricordare, che l’economia sommersa ed irregolare, oltre ad alterare le regole del mercato, danneggia direttamente i lavoratori, costretti così ad operare in condizioni non idonee che possono mettere in serio pericolo la loro incolumità.

L’azione della Guardia di Finanza mira, oltre a tutelare gli imprenditori onesti, a contrastare quelle forme di sfruttamento in danno dei lavoratori, specialmente quelli che versano in condizioni di particolare debolezza o bisogno.


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