Vandalo condannato a 10 mesi per il danneggiamento dell’Elefantino del Bernini a Roma

Redazione

31 Ottobre 2026

La zanna sinistra dell’elefantino di Bernini, quel piccolo e prezioso simbolo in piazza della Minerva, è stata spezzata di netto. Un gesto folle, avvenuto in piena notte, che ha lasciato la città senza parole. Quel danno, così evidente sulla scultura che ha attraversato secoli di storia romana, non poteva restare impunito. Dopo mesi di indagini e di filmati, la giustizia ha parlato: un giovane è stato condannato a meno di un anno, pena poi trasformata in lavori sociali. Un colpo al cuore per chi ama l’arte italiana e non può accettare che un tesoro simile venga trattato con tanta leggerezza.

Il vandalismo ripreso dalle telecamere

Le immagini delle telecamere di sorveglianza in piazza della Minerva hanno inchiodato il venticinquenne ritenuto responsabile. Nei video si vede chiaramente come, insieme ad altri quattro ragazzi, si arrampica sull’obelisco di pietra che sostiene l’elefantino, danneggiando la scultura e spezzando una parte della zanna sinistra. Un gesto azzardato e privo di rispetto per l’opera d’arte, probabilmente fatto per un selfie o per una sfida social di dubbio gusto. L’episodio, avvenuto di notte, ha colpito profondamente la città e le autorità preposte alla tutela del patrimonio artistico.

La condanna: meno di un anno e lavori sociali

Nel 2024 il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Roma ha emesso la sentenza: 10 mesi e 20 giorni di reclusione per il danneggiamento di un bene culturale di valore inestimabile. Tuttavia, vista la giovane età dell’imputato e le circostanze, la pena è stata convertita in lavori di pubblica utilità. Una decisione che cerca di bilanciare la necessità di punire un atto grave con l’opportunità di reinserire il giovane nella società attraverso attività utili.

L’elefantino di Bernini: un simbolo fragile e prezioso

L’elefantino scolpito da Gian Lorenzo Bernini nel 1667 è molto più di una semplice statua. È un simbolo della storia artistica e culturale di Roma. Posto su un obelisco egizio in piazza della Minerva, ha sempre suscitato ammirazione per la sua forma e il suo significato. Ogni dettaglio, dalla postura dell’elefantino alla zanna spezzata, racconta una storia antica. Mantenere intatta questa scultura è fondamentale non solo per bellezza, ma anche per preservare l’identità artistica della città. Episodi come questo mettono in luce quanto sia fragile il nostro patrimonio e quanto servano misure più efficaci per proteggerlo.

La reazione della città e le nuove misure di sicurezza

Il danneggiamento ha provocato una reazione immediata da parte delle istituzioni romane e delle associazioni culturali. Alla delusione per il gesto vandalico si è affiancata la volontà di rafforzare la sicurezza nei luoghi più esposti, specialmente quelli di alto valore artistico. Questa vicenda ha riacceso il dibattito sulla tutela delle opere pubbliche, sia con sistemi di videosorveglianza più efficaci, sia con campagne di sensibilizzazione rivolte soprattutto ai giovani. Il messaggio è chiaro: il patrimonio storico non può essere vittima di bravate o superficialità. Va difeso con strumenti adeguati e con il coinvolgimento di tutta la comunità, dai residenti ai turisti.

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