“I manager sono il male della musica”. È con questa frase netta, su uno sfondo nero, che Blanco ha scatenato un terremoto nel mondo musicale italiano. Poche parole, accompagnate dalle note di Sfiorivano le viole di Rino Gaetano, ma abbastanza per accendere un fuoco che covava sotto la cenere da tempo. Il bersaglio – mai nominato apertamente – sembra essere Stefano Clessi, il manager che lo ha accompagnato fin dall’inizio, fondatore di Eclectic Music Group. Lo scontro è diventato palpabile quando i due hanno smesso di seguirsi sui social, un gesto che parla più di mille parole. La musica italiana, nel 2024, si trova così a fare i conti con un conflitto che va ben oltre le note.
Social in guerra: accuse e risposte a colpi di post
Non è tardata la replica di Stefano Clessi, sempre via social. Il manager ha condiviso un messaggio che sembra una risposta diretta a Blanco: «Quando si raggiunge successo e fama da giovanissimi, accettare i “no” non è semplice, lo capisco». Clessi ha ricordato la sua esperienza di vent’anni nel settore, sottolineando che il lavoro dietro le quinte richiede rispetto e voglia di fare squadra. Insomma, il manager lavora con chi condivide la stessa visione.
Poi è arrivata una stoccata più dura: «Nel mondo del rock’n’roll, di solito è il manager a essere lasciato. Quando succede il contrario, le decisioni di chi ti ha seguito non sono facili da digerire». E per chiudere, una provocazione: «Eclectic perde un incarico importante. I manager sono i santi della nostra industria». In poche righe, Clessi prova a rivendicare il suo ruolo e a ribaltare la versione, lasciando intendere che dietro la fine del rapporto ci sono motivi difficili da accettare.
Blanco, dal canto suo, ha raccontato la sua versione: avrebbe comunicato a Eclectic Music Group la volontà di interrompere la collaborazione addirittura due mesi prima del primo post. Questa ricostruzione contrasta con quella del manager e alza la tensione, trasformando lo scontro in una battaglia aperta e pubblica.
Blanco e Clessi: un rapporto professionale tra successi e ritorni
Il legame tra Riccardo Fabbriconi, alias Blanco, e Stefano Clessi va oltre il semplice rapporto manager-artista. Clessi ha creduto nel talento di Blanco fin dall’inizio, accompagnandolo dal 2019 e seguendo i primi passi di un successo che ha illuminato la scena musicale italiana. Per anni, Eclectic Music Group ha gestito la carriera del giovane, seguendolo con continuità.
Il momento più alto è arrivato nel 2022, con la vittoria al Festival di Sanremo insieme a Mahmood con Brividi. Dopo quel trionfo, Blanco ha provato nuove collaborazioni, passando per un periodo sotto Urubamba Studio, la società del produttore Shablo. Ma nel gennaio 2024 è tornato nelle mani del suo primo manager, con un post di Clessi che diceva «Erasmus finito. Bentornato a casa», a sottolineare un ritorno visto come una nuova partenza.
Quel ritorno però è durato poco più di un anno: le tensioni si sono trasformate in un conflitto pubblico che ha portato alla rottura definitiva. Le frecciate sui social raccontano una crisi che, nel mondo della musica, raramente resta nascosta, ma esplode davanti a tutti.
Lo scontro che parla alla musica italiana del 2024
La vicenda tra Blanco e Clessi non è solo una questione personale. Mettere in piazza un conflitto così acceso fa emergere le difficoltà, spesso nascoste, di un settore dove il rapporto tra artista e manager può essere fragile e complesso. Le parole di Blanco – «I manager sono il male della musica» – non sono solo uno sfogo, ma una denuncia che rispecchia un problema reale vissuto da molti.
Il mercato discografico italiano nel 2024 deve fare i conti con esigenze artistiche e dinamiche di mercato. Il manager, con la sua esperienza e i suoi contatti, resta una figura chiave, ma la fiducia tra le parti è un bene prezioso e fragile. La rottura pubblica tra Blanco e Clessi si inserisce proprio in questo contesto.
Oltre all’impatto su fan e stampa, questo caso apre una riflessione più ampia sulle strategie di gestione e sulle aspettative degli artisti verso il loro staff. Il fatto che entrambi abbiano scelto i social per comunicare rende tutto più visibile e amplificato, trasformando una lite professionale in un caso di interesse collettivo.
Il nodo della questione resta chi davvero ha deciso di chiudere: le versioni sono diverse e non danno certezze, ma raccontano una storia fatta di incomprensioni e punti di vista lontani. Nel frattempo, i fan osservano e il mondo della musica italiana aspetta di vedere quali saranno i prossimi passi di Blanco e come si scriverà il prossimo capitolo di questa storia intrigante e complicata.