Sette milioni di dollari spesi per combattere una dipendenza che sembrava non avere fine. Matthew Perry, l’indimenticabile Chandler Bing di Friends, ha affrontato una lunga e dolorosa battaglia contro alcol e droghe, lontano dai riflettori e dalle risate del set. Quel sorriso brillante nascondeva giorni bui, tentativi di ripresa falliti e disperazione. Ora, grazie alla docuserie “The One About Matthew Perry” uscita su Netflix il 27 ottobre 2023, quel percorso tormentato emerge finalmente in tutta la sua verità, tra ricordi di famiglia, testimonianze di amici e immagini mai viste prima.
Una dipendenza iniziata in adolescenza, la discesa negli oppiacei
La dipendenza di Perry non nasce con il successo. Il suo primo incontro con l’alcol risale a quando aveva 14 anni, come racconta nel memoir del 2022, “Friends, Lovers, and the Big Terrible Thing”. Nel giro di pochi anni, il bere è diventato quotidiano, un problema invisibile agli occhi della maggior parte, ma che già preoccupava chi gli stava vicino. Amici di vecchia data, come Marjorie Harris Newman, ricordano episodi di guida in stato d’ebbrezza e comportamenti pericolosi, segnali chiari che qualcosa non andava.
Il vero punto di svolta arriva nel 1997, sul set di “Fools Rush In”, quando un incidente con una moto d’acqua gli causa un infortunio. Per far passare il dolore, gli vengono prescritti antidolorifici, in particolare Vicodin. Quella terapia, all’apparenza innocua, diventa ben presto il principio di una dipendenza feroce. Doug Draizin, produttore del film, ricorda Perry dimagrito e abbattuto pochi mesi dopo l’incidente, senza però immaginare quanto fosse profonda la sua lotta. L’attore stesso, in una registrazione audio, racconta come la pillola gli desse un’immediata sensazione di euforia, trasformandosi presto in un’abitudine compulsiva, fino a 55 pastiglie al giorno.
Ricoveri, ricadute e l’ancora delle amicizie
Nel 1997 la famiglia di Perry scopre la gravità della situazione e lo porta in una clinica per un programma di riabilitazione di 28 giorni. Tornato sul set di Friends, Perry cerca di mantenere una doppia vita: quella pubblica, fatta di successo e sorriso, e quella privata, tra cure e ricadute. La strada verso la guarigione è stata lunga, segnata da continui ricoveri e cadute.
Un elemento chiave che emerge dalla docuserie è il ruolo cruciale degli incontri con gli Alcolisti Anonimi a West Hollywood. Grazie a queste riunioni e al supporto di amici come Tim Harrington, Perry ha trovato una rete di sostegno fondamentale per affrontare le giornate più dure. Dimostrava anche una grande sensibilità, offrendo aiuto concreto a chi, come Harrington, rischiava di ricadere. Questo lato umano dell’attore mette in luce quanto fosse importante per lui la solidarietà, un aspetto spesso dimenticato quando si parla della sua vita.
Il coma del 2018 e la reunion di Friends: tra speranza e fragilità
Nel 2018 Perry ha rischiato di morire. Una perforazione al colon, causata dagli effetti degli oppiacei accumulati nel tempo, lo ha portato in condizioni critiche: due settimane di coma e un lungo periodo di ospedalizzazione, con una colostomia durata nove mesi. Medici e famiglia hanno affrontato una situazione disperata, con appena il 2% di possibilità di sopravvivenza. Perry ha raccontato quell’esperienza come un vero e proprio sfiorare la morte.
Nel 2021, la reunion di Friends è stata un evento atteso da milioni di fan, ma per Perry è stato anche un momento complicato. Tornare sul set con Jennifer Aniston e gli altri protagonisti significava affrontare un percorso di recupero fisico e mentale ancora in corso. Gli sguardi attenti di amici e colleghi tradivano uno stato di salute precario, lontano dalla spensieratezza del suo personaggio. Le critiche e i commenti sui social hanno aggiunto un peso in più alla sua già fragile condizione.
Sua sorella Mia ha raccontato con tristezza come, dopo le riprese, Matthew apparisse stanco e pieno di paure per il futuro. La consapevolezza che la dipendenza potesse essere una malattia senza cura sembrava schiacciarlo, rendendo il suo cammino ancora più difficile.
L’uomo dietro l’icona: fragilità e lotta quotidiana
In 236 episodi tra il 1994 e il 2004, Matthew Perry ha dato vita a Chandler Bing, un personaggio diventato simbolo di un’intera generazione. Ma dietro la risata e il successo, c’era un uomo segnato da fragilità profonde e da una battaglia continua contro la dipendenza.
La sua morte, il 28 ottobre 2023 a 54 anni, legata agli effetti acuti della ketamina, ha riportato sotto i riflettori la dura realtà delle dipendenze. Nonostante i milioni spesi e i tanti tentativi, Perry non è riuscito a liberarsi da questo tormento. La sua vita resta un monito sulle conseguenze devastanti dell’abuso di sostanze e un ricordo doloroso di quanto silenziosa e difficile possa essere la lotta nascosta dietro i riflettori.