Il 2 settembre 2026, la 83ª Mostra di Venezia prende il via con un film che già fa discutere. Ink non è una semplice pellicola: è la cronaca di una battaglia feroce per il controllo di The Sun nel 1969, un momento che ha cambiato per sempre il volto del giornalismo britannico. Al centro della scena, Rupert Murdoch e Larry Lamb, figure titaniche raccontate senza filtri dalla penna tagliente di James Graham.
A dirigere il tutto c’è Danny Boyle, regista premio Oscar, il cui nome da solo alza subito l’asticella delle aspettative. Nel cast, attori come Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy, pronti a dare vita a personaggi complessi e controversi. La prima mondiale, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, promette di svelare i retroscena di una rivoluzione mediatica ancora oggi discussa.
Ink: la sfida di raccontare un’epoca di svolta nell’editoria
Ink ripercorre uno snodo fondamentale: il 1969, l’anno in cui Rupert Murdoch rilevò un The Sun in crisi, per trasformarlo in un tabloid capace di cambiare per sempre il modo di fare stampa in Gran Bretagna. Al centro della storia c’è Larry Lamb, il direttore che ha spinto su un giornalismo aggressivo e senza scrupoli, spesso sull’orlo del sensazionalismo, per conquistare i lettori.
La sceneggiatura di James Graham nasce dal suo stesso spettacolo teatrale e offre uno sguardo attento e critico sulle dinamiche interne a quell’ambiente. Non è solo cronaca di eventi: il film racconta come le scelte editoriali abbiano modellato la società e il modo in cui si informa il pubblico. Dialoghi serrati e momenti di alta tensione disegnano le ambizioni di Murdoch e Lamb, insieme agli ostacoli che hanno affrontato per trasformare The Sun in un punto di riferimento controverso e dominante.
Un cast di primo piano per una storia di potere e ambizione
Il cast è scelto con cura per dare corpo a una vicenda fatta di molte sfumature. Jack O’Connell, noto per i suoi ruoli intensi, dà vita a un personaggio complesso, credibile e pieno di sfaccettature. Guy Pearce, attore esperto e versatile, interpreta Rupert Murdoch, restituendone il carisma e la determinazione nel momento decisivo della scalata al mercato editoriale.
Completa il trio Claire Foy, che porta una presenza femminile importante in un mondo tradizionalmente dominato dagli uomini, mettendo in luce aspetti meno noti di quegli anni turbolenti per la stampa britannica. L’alchimia tra gli attori infonde ritmo e tensione, rendendo più chiari e accessibili i meccanismi di un settore complesso come l’editoria.
Sotto la regia di Danny Boyle, la narrazione scorre fluida e la fotografia cattura l’atmosfera di un’epoca in grande trasformazione. Ink non è solo un racconto storico, ma un’immersione nelle emozioni dei protagonisti e nelle scelte che hanno rivoluzionato il volto del giornalismo scandalistico.
Venezia 2026: una prima che punta i riflettori sul giornalismo che fa discutere
Aprire la Mostra di Venezia con Ink è un segnale chiaro: il tema del film è centrale nel dibattito culturale e mediatico di oggi. L’anteprima mondiale nella prestigiosa Sala Grande del Palazzo del Cinema attirerà l’attenzione di critica e pubblico su una storia che racconta la nascita di un modo di fare giornalismo destinato a lasciare il segno.
Venezia 2026 diventa così non solo una vetrina per un’opera di spessore, ma anche un’occasione per riflettere su un momento in cui l’editoria ha cambiato passo, con tutte le conseguenze sociali e culturali che ne sono seguite. Danny Boyle, con la sua firma, alza ancora di più l’attesa e il prestigio dell’evento.
Ink racconta molto più di una semplice biografia. Mette al centro temi attuali: il rapporto tra potere mediatico e verità, le strategie per catturare il pubblico e l’impatto del sensazionalismo. Un film che non si limita a raccontare il passato, ma ci parla ancora oggi del modo in cui l’informazione si fa e si trasforma.