Domenica 1° novembre 2026, il circuito di Città del Messico ha visto nascere una nuova leggenda della Formula 1. Kimi Antonelli, appena ventenne, ha conquistato il titolo mondiale, diventando il più giovane campione di sempre. Un traguardo che mancava da 73 anni per l’Italia, da quando Alberto Ascari dominava le piste. Quel terzo posto, dietro a Max Verstappen e Lewis Hamilton, non è stato solo un podio. Ha segnato l’inizio di un impero economico. Oggi Kimi non guadagna solo dallo stipendio Mercedes: il suo nome è al centro di un vero e proprio business, fatto di sponsorizzazioni, investimenti e accordi commerciali destinati a moltiplicare il suo patrimonio.
Stipendio Mercedes: da 2-3 milioni a un futuro da top player
Partiamo dai numeri certi, o quasi: il contratto con Mercedes per il 2026 si stima valga tra i 2 e i 3 milioni di euro all’anno, poco più di 3 milioni di dollari. Cifre ufficiose, perché i dettagli dei contratti in Formula 1 restano sempre riservati. Se confrontiamo questo con gli ingaggi dei big della F1, la differenza è netta: Verstappen guadagnerebbe intorno ai 70 milioni di dollari annui, Hamilton circa 60. Prima del titolo, Antonelli era più in fondo alla lista, intorno al diciassettesimo posto su 22 piloti. Un posizionamento destinato a cambiare drasticamente dopo il trionfo iridato.
Va sottolineato che in Formula 1 non esistono premi in denaro diretti per il campione del mondo: i soldi vanno alle scuderie, calcolati sulla base della classifica Costruttori. I bonus per il pilota dipendono dagli accordi personali. Per Kimi, si parla di premi legati a vittorie, pole position e piazzamenti che potrebbero far salire il suo incasso complessivo nel 2026 fino a 10 milioni di euro. Ma la vera svolta arriverà probabilmente con il rinnovo del contratto previsto per il 2028: gli esperti di mercato stimano che un campione del mondo possa aspirare a un ingaggio tra i 30 e i 45 milioni di dollari all’anno, un balzo enorme rispetto a oggi. Mercedes, però, non ha ancora confermato nulla.
Sponsor e diritti d’immagine: il vero tesoro commerciale
Se lo stipendio è la base, il vero valore commerciale di Antonelli nasce da sponsor e diritti d’immagine. A vent’anni, ha un profilo perfetto per i brand: fama globale, grande seguito tra i giovani della Generazione Z, e una storia sportiva che può affascinare anche chi non segue abitualmente la Formula 1. Prima del titolo, incassava circa 1,5 milioni di dollari l’anno da collaborazioni con marchi come IWC Schaffhausen, Monster Energy e Alpinestars. La sua immagine è stata protagonista anche di campagne pubblicitarie per Mercedes e Sky.
La vittoria in Messico ha fatto lievitare il valore di queste partnership. Uno studio di StageUp prevede che entro il 2028 i ricavi da sponsorizzazioni, licenze e diritti d’immagine possano oscillare tra 9 e 18 milioni di dollari l’anno, cioè tra 8 e 15 milioni di euro. Non sono contratti già firmati, ma indicano il potenziale di crescita per un campione del mondo giovane e con appeal internazionale.
Dietro il marchio: la struttura imprenditoriale di Kimi Antonelli
Dietro al pilota non c’è solo uno sportivo, ma una vera e propria macchina imprenditoriale che gestisce il suo patrimonio e le attività commerciali. Aka Srl, società costituita a San Marino nel novembre 2024 con un capitale iniziale di 26mila euro, è il cuore di questa organizzazione. La società amministra diritti d’immagine, sponsorizzazioni e altre attività legate al marchio “Kimi Antonelli”, registrato nel 2026 per proteggere vari settori come abbigliamento, cosmetici, tecnologia e prodotti per l’automobilismo.
Nel 2025, Aka Srl ha fatturato 3,39 milioni di euro con un utile netto di 2,7 milioni, una redditività superiore all’80%, tipica delle aziende che gestiscono licenze e diritti. Una parte degli utili viene distribuita a Antonelli come dividendi, mentre il resto resta in azienda. Accanto ad Aka c’è Akm Motorsport, sempre a San Marino, che si occupa degli aspetti motoristici della famiglia: nel 2025 ha registrato ricavi per 4,72 milioni e utili per oltre 424mila euro. In Italia, a Sala Bolognese, opera Antonelli Motorsport Srl, con utili più modesti ma che contribuisce alla complessità del sistema economico che sostiene il pilota.
Questa rete di società offre a Kimi una solida base per trasformare la sua popolarità in guadagni organizzati e gestiti con professionalità.
Residenza a San Marino: scelta fiscale e strategica
La presenza delle società a San Marino fa riflettere anche sulla situazione fiscale di Antonelli. Fonti investigative di novembre 2026 confermano che il pilota vive nel piccolo Stato del Titano, dove si era trasferito anche suo padre Marco. Non ha scelto il regime agevolato “flat tax” al 7%, riservato a redditi limitati, ma il sistema fiscale ordinario sammarinese.
Rispetto all’Italia, San Marino applica regole diverse per persone e imprese, con aliquote e modalità particolari. Questa scelta è evidentemente legata a una strategia per gestire al meglio il patrimonio e le attività commerciali, in linea con la struttura societaria costruita intorno ad Antonelli e ai suoi diritti d’immagine.
Il valore del titolo mondiale: quanto vale il successo fino al 2030
Il dato più impressionante arriva dallo studio di StageUp sull’effetto economico del titolo mondiale conquistato in Messico. La vittoria potrebbe aggiungere ad Antonelli un valore economico di circa 73 milioni di euro entro il 2030, pari a circa 86 milioni di dollari. Lo studio confronta due scenari di carriera, con e senza il titolo, e mostra come il successo iridato acceleri la crescita del valore complessivo del pilota.
Prima del Gran Premio messicano, il valore stimato era di 50 milioni di euro. Il titolo ha fatto schizzare questa cifra di quasi il 150%. Giovanni Palazzi, presidente di StageUp, spiega che “il titolo non crea il valore di Antonelli, ma lo rafforza e consolida come ambasciatore della Formula 1 per la Generazione Z, con un forte significato simbolico per un campione italiano assente da decenni.” Le proiezioni prevedono che un secondo titolo entro il 2028 potrebbe far superare i 105 milioni di euro di valore, cioè oltre 124 milioni di dollari.
Naturalmente, tutto dipenderà dai risultati in pista, dalla capacità di mantenere alto il livello e dalla solidità delle partnership commerciali che verranno.
Il rapporto con il denaro: dalla paghetta familiare alle ambizioni milionarie
Un lato più umano arriva dalle parole della madre di Kimi, Veronica Pomaro, che ha raccontato come il campione continui a ricevere una paghetta mensile dalla famiglia, con un budget da rispettare. “Nonostante il successo mondiale e l’impero economico in costruzione, Kimi mantiene un approccio prudente e controllato alla gestione del denaro.”
Questo dettaglio rivela molto del carattere del giovane: non viene da grandi fortune, ma da una famiglia che ha fatto sacrifici e ha insegnato il valore della disciplina economica. Un ragazzo di vent’anni, insomma, che deve imparare a gestire un budget mensile mentre si trova al centro di uno degli sport più ricchi al mondo, con un patrimonio potenziale che potrebbe superare i cento milioni di euro nei prossimi anni.
È proprio questa combinazione di talento, organizzazione economica e rigore personale a fare di Kimi Antonelli una figura unica nel panorama della Formula 1 contemporanea.