Kimi Antonelli e il suo insolito rito pre-GP: lava da solo la Mercedes prima del possibile trionfo in F1 agli Stati Uniti

Redazione

23 Ottobre 2026

Il sole basso di Austin si riflette sulla carrozzeria lucida della Mercedes-AMG GT63, pronta a sfidare la pista. Kimi Antonelli, a pochi giorni dal Gran Premio degli Stati Uniti, si concede un momento tutto suo: lava con cura la sua auto. Non è solo pulizia. È un rito che lo calma, lo riporta alla realtà. La pressione? Enorme, certo. Potrebbe chiudere il Mondiale con largo anticipo e diventare il più giovane campione di sempre in Formula 1. Eppure, in mezzo al turbine delle emozioni e delle aspettative, quel gesto semplice lo aiuta a mantenere la concentrazione, a non perdere il contatto con ciò che conta davvero.

Lavare l’auto a mano: il rituale che sorprende

Niente autolavaggi automatici per Antonelli. Lui preferisce mettere mano personalmente alla sua macchina, spugna e secchio alla mano. È un’abitudine che si ripete prima di ogni GP, una pausa tranquilla nei giorni frenetici che precedono la gara. Spesso si presenta nei locali vicino casa proprio mentre si dedica a questo compito, attirando gli sguardi curiosi degli altri clienti.

Molti restano a bocca aperta quando vedono un pilota Mercedes intento a strofinare e risciacquare con calma la sua vettura. Per loro è difficile conciliare l’immagine di un campione mondiale con quella di un ragazzo che si sporca le mani per prendersi cura dell’auto. Per Antonelli, però, non è solo un lavoretto: è un momento di calma e di pausa dal turbinio della stagione.

Dietro questo gesto si nasconde un lato umano poco raccontato. Anche chi vola a oltre 300 km/h in pista cerca di mantenere un legame con la vita di tutti i giorni. Per il pilota, prendersi cura personalmente della macchina è quasi una meditazione, un modo per gestire lo stress e mettere in ordine i pensieri. Un piccolo rituale che precede ogni partenza con una funzione quasi terapeutica.

Cura meticolosa: come Antonelli prepara la sua Mercedes prima della gara

Quando Antonelli lava la macchina, non si accontenta di un passaggio veloce. Ogni dettaglio conta, soprattutto durante l’asciugatura: qualche goccia d’acqua sulla carrozzeria per lui rovina tutto. E non finisce qui. Dopo aver sistemato l’esterno, si dedica con la stessa cura all’interno dell’abitacolo, pulendo personalmente ogni angolo.

Non c’è fretta in questo lavoro. A differenza della pista, dove ogni millesimo di secondo fa la differenza, qui Antonelli si prende tutto il tempo che vuole. È un momento di calma, un’occasione per staccare la spina dalle classifiche e dalle pressioni che arrivano dall’alto.

Insomma, il lavaggio non è solo manutenzione. È un rituale che crea una bolla di normalità prima di ogni weekend di gara. La sua Mercedes-AMG GT63 diventa così un simbolo tangibile di quel poco di quotidiano che riesce a conservare.

San Marino: il rifugio di una vita semplice

Nonostante la fama e il ritmo serrato della Formula 1, Antonelli riesce a mantenere un equilibrio con una vita semplice. Vive a San Marino, una piccola Repubblica dove l’atmosfera è raccolta e familiare, un posto dove può ancora fare la spesa o andare al cinema senza essere assediato dai fan.

Proprio questa normalità è quello che apprezza di più: poter uscire, respirare aria di vita vera, lontano dai riflettori e dagli eventi mondani. Andare in un pub con gli amici per vedere una partita o passare una serata al bowling sono per lui momenti preziosi per staccare e restare con i piedi per terra.

Anche il lavaggio a mano della sua vettura rientra in questo contesto. Non è una questione di scaramanzia o vanità, ma un modo per allontanarsi dalle grandi responsabilità e ritrovare una dimensione personale. Un legame con la realtà che gli dà forza in questa fase delicata della sua giovane carriera.

Piccoli rituali e concentrazione: come Antonelli si prepara alle gare

Da quando aveva sedici anni, Antonelli ha sempre avuto i suoi piccoli rituali per mantenere la concentrazione e scacciare la tensione. Dall’ordine con cui prepara i vestiti, al modo in cui entra e esce dalla monoposto, fino agli stessi guanti indossati per tutta la stagione, salvo rottura. Sono abitudini comuni a molti piloti, che aiutano a tenere testa allo stress.

Il lavaggio dell’auto però non è un rito portafortuna, ma un momento per rilassarsi. Non è qualcosa da fare di fretta, ma una pratica lenta e precisa che lo aiuta a ritrovare la calma e a tenere a bada l’ansia da competizione.

Ora che ad Austin si presenta con un vantaggio di 102 punti sul compagno George Russell, la pressione è più alta che mai. La possibilità di chiudere il titolo proprio negli Stati Uniti rende questo rituale ancora più importante. Prima di lanciarsi in pista, però, la sua GT63 deve essere perfettamente lucida, a simboleggiare quell’equilibrio tra ambizione e semplicità che contraddistingue il giovane talento.

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