Digger con Tom Cruise crolla al box office: flop da 245 milioni per il film di Iñárritu

Redazione

13 Ottobre 2026

Tom Cruise in un flop clamoroso. “Drier” si è rivelato un disastro al botteghino, nonostante la regia di Alejandro González Iñárritu. Il film ha perso il 60% degli incassi nel secondo weekend, un crollo che pochi titoli recenti hanno visto. Negli Stati Uniti, questa commedia nera non è riuscita a trattenere il pubblico, costringendo gli analisti a tagliare drasticamente le stime di guadagno. Numeri così deludenti spingono a interrogarsi sulle scelte di distribuzione e su cosa davvero voglia il pubblico quando si tratta di grandi nomi che, però, non bastano a portare la folla in sala.

Crollo al botteghino: numeri che fanno paura

L’avvio di “Drier” era già sotto tono: 8 milioni di dollari incassati nel primo weekend negli Stati Uniti, molto meno di quanto Warner Bros. sperava. Il colpo più duro è arrivato subito dopo, con una fuga di spettatori che ha fatto crollare gli incassi del 60% nel secondo fine settimana. Questo tracollo ha portato gli analisti a rivedere le stime finali, ora attorno ai 50 milioni di dollari a livello mondiale.

Il budget totale, tra produzione e promozione, era molto più alto. Warner Bros. rischia così una perdita netta da circa 245 milioni di dollari. Numeri così pesanti sono quasi un unicum per un progetto con una star come Tom Cruise e un regista premio Oscar come Iñárritu. La forbice tra costi e incassi mette in chiaro che “Drier” è destinato a entrare nella lista dei grandi flop hollywoodiani recenti.

Critica e concorrenza: perché il pubblico ha voltato le spalle

Il divario tra ambizioni artistiche e risultati commerciali di “Drier” emerge anche dalle recensioni e dalla concorrenza in sala. Questa commedia nera, con un tono particolare e una regia ambiziosa, non è riuscita a trovare un pubblico ampio. In questo periodo, infatti, gli spettatori sembrano preferire film più leggeri o di facile intrattenimento.

La critica ha evidenziato una trama poco coinvolgente e un equilibrio difficile tra umorismo e dramma, due aspetti che hanno probabilmente messo in difficoltà molti spettatori. Inoltre, l’arrivo di nuove uscite e blockbuster ha tolto visibilità a “Drier”, condannandolo a sparire rapidamente dalle sale principali e a perdere ulteriormente terreno al botteghino.

Warner Bros. sotto pressione: la strategia che non ha funzionato

Warner Bros. aveva puntato forte su una campagna promozionale massiccia e su un lancio simultaneo in molti mercati, confidando nel richiamo di Tom Cruise e nel prestigio di Iñárritu. Ma la risposta del pubblico americano ha messo subito in crisi questa strategia. Il calo rapido degli incassi ha spinto lo studio a ridurre la distribuzione internazionale, cercando di limitare i danni senza però poter invertire la rotta.

A livello globale, l’interesse per il film è stato tiepido, con pochi paesi capaci di garantire incassi rilevanti. Questo ha aggravato le difficoltà commerciali e confermato come elementi come trama, tempistica e umore del pubblico possano prevalere anche su nomi di richiamo.

Il caso “Drier” suona come un campanello d’allarme per il cinema hollywoodiano: neanche grandi produzioni e nomi altisonanti assicurano il successo se aspettative e strategie non collimano con il gusto del pubblico. Warner Bros. è ora chiamata a riflettere su come limitare le perdite e rivedere il proprio approccio per le uscite future in un mercato sempre più competitivo.

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