Alessandro Di Battista svela la verità: «Ho un tumore al cervello, ora la mia priorità è la cura»

Redazione

1 Ottobre 2026

«Ho un tumore al cervello». Parole pronunciate con fermezza, ma cariche di un peso che pochi possono davvero immaginare. Alessandro Di Battista ha scelto di raccontare tutto in diretta, a La7, durante DiMartedì, rompendo il silenzio su quel malore improvviso che lo aveva colpito a fine agosto a Cuba. Lì, lontano da casa, è arrivata la diagnosi che nessuno vorrebbe mai ricevere. Da quel momento, la sua battaglia è iniziata, tra paura e speranza, in un percorso che ora ha deciso di condividere pubblicamente.

Il malore a L’Avana e l’intervento d’urgenza

Il malore è arrivato improvviso mentre si trovava nella capitale cubana, dove era per lavoro, impegnato in un’inchiesta giornalistica. I primi sintomi, forti mal di testa, hanno portato alla scoperta di un edema cerebrale dovuto a un tumore. Di Battista ha spiegato di aver subito un’operazione urgente per rimuovere quasi tutta la massa tumorale. Nonostante le attrezzature mediche fossero meno avanzate rispetto a quelle italiane, la squadra di medici cubani è riuscita a salvarlo con un delicato intervento neurochirurgico.

Ha voluto ringraziare con sincerità quei medici, respingendo con decisione le voci infondate su un presunto viaggio di Stato durante il malore. Il trasferimento da Santa Clara a L’Avana è stato necessario per accedere a esami e cure più sofisticate, confermando una risposta tempestiva e professionale.

Niente eroismi: la battaglia di ogni giorno

Di Battista ha voluto allontanare ogni retorica eroica sulla sua malattia. Non c’è spazio per frasi fatte su coraggio o vittorie a tutti i costi. Ora la sua priorità è seguire con attenzione le cure, mantenere uno stile di vita sano e affrontare tutto con la calma che lo caratterizza. Ha chiarito che la responsabilità di “non mollare” pesa più sui medici che su di lui, sottolineando quanto sia fondamentale affidarsi a professionisti competenti.

Tra le difficoltà, trova conforto nelle piccole cose: un pranzo a base di frittura di pesce in riva al mare, momenti semplici che aiutano a ritrovare un po’ di normalità e a vedere le cose da un’altra prospettiva. Ha escluso con fermezza l’idea di tornare in politica nel 2027, spiegando che ora la sua priorità è la salute. La sua sfida è lontana dai riflettori parlamentari: è una questione di vita.

La mobilitazione intorno al malore

Il malore del 28 agosto ha scosso l’opinione pubblica, scatenando una serie di notizie e preoccupazioni. Trattenuto inizialmente a Santa Clara, Di Battista è stato poi trasferito all’ospedale “Hermanos Ameijeiras” di L’Avana, la struttura più attrezzata dell’isola. Durante il ricovero, ha mantenuto lucidità e ha comunicato con i suoi follower sui social, rassicurandoli e promettendo di lottare per tornare a casa.

Anche le istituzioni italiane si sono attivate. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha seguito da vicino la situazione, mantenendo contatti con l’ambasciata a Cuba per garantire assistenza. La solidarietà è arrivata da più parti: sostenitori del Movimento 5 Stelle e avversari politici si sono uniti nel sostegno, dimostrando come, nei momenti difficili, si possa mettere da parte la politica per guardare all’uomo e alla sua salute.

Il giornalismo sul campo e il legame con l’America Latina

Di Battista si trovava a Cuba per un reportage dal titolo “La polvere del mondo”, un progetto portato avanti da tempo per il Fatto Quotidiano e TvLoft. Non è nuovo a esperienze sul campo: prima di entrare in politica, ha lavorato in Guatemala su progetti di cooperazione internazionale. Ha raccontato storie anche in Russia, Siria e Israele.

Il viaggio a Cuba si inserisce in un contesto difficile, segnato da una profonda crisi economica e sanitaria. Spinto dalla volontà di dare voce a chi spesso resta invisibile, Di Battista si è immerso nella realtà locale. Nonostante la malattia, continua a mantenere saldo questo legame con la solidarietà internazionale e il giornalismo d’inchiesta.

Da parlamentare a voce fuori dal coro

Dopo essere stato uno dei volti più noti del Movimento 5 Stelle dal 2009, la vita di Di Battista ha preso una piega diversa. Eletto alla Camera nel 2013, ha deciso di non ricandidarsi nel 2018 per dedicarsi alla famiglia e al giornalismo. La rottura definitiva con il Movimento è arrivata nel 2021, quando ha criticato l’alleanza con il governo Draghi.

Da allora ha continuato a fare politica fuori dai palazzi. Dal 2023 è vicepresidente dell’associazione “Schierarsi”, mantenendo un ruolo attivo nel dibattito civile e politico, con un seguito importante. La malattia ha imposto una pausa, ma non ha spento quella vocazione: ora la priorità è prendersi cura di sé e guardare avanti con forza.

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