Lizzie Borden su Netflix: il mistero irrisolto che affascina da 134 anni nella nuova stagione di Monster

Redazione

17 Settembre 2026

“Lizzie Borden took an axe and gave her mother forty whacks.” Quella filastrocca macabra riecheggia da oltre un secolo negli Stati Uniti, raccontando un delitto che ancora oggi affascina e inquieta. Il 4 agosto 1892, nella tranquilla città di Fall River, Massachusetts, Lizzie Borden fu accusata di aver ucciso il padre e la matrigna con colpi d’ascia. Un caso irrisolto, avvolto in un alone di mistero e sospetti che non si è mai dissolto. Ora, Ryan Murphy e Ian Brennan riportano quella storia su Netflix, nella quarta stagione di Monster. Dopo aver esplorato altri casi famosi — come quelli di Jeffrey Dahmer e dei fratelli Menendez — questa volta il racconto si concentra su Lizzie, con una protagonista d’eccezione: Ella Beatty, figlia di Warren Beatty e Annette Bening. La leggenda si riaccende, pronta a scuotere ancora una volta l’immaginario collettivo.

Il caso Borden: un omicidio che ha diviso l’America per oltre un secolo

Era il 4 agosto 1892 quando la famiglia Borden fu sconvolta da due omicidi efferati. Andrew Borden, un uomo ricco ma dal carattere duro e riservato, venne trovato morto in casa, colpito ripetutamente alla testa. Poco dopo, fu scoperto il corpo della seconda moglie, Abby Borden, uccisa con la stessa violenza. Lizzie Borden, unica persona presente al momento del delitto, finì subito nel mirino della polizia.

Il processo che seguì attirò l’attenzione di tutto il paese. Nonostante le prove fossero fragili e il movente poco chiaro, Lizzie venne assolta. Ma il dubbio non abbandonò mai l’opinione pubblica. La stampa dell’epoca trasformò il caso in un fenomeno nazionale. Nel tempo, Lizzie è stata vista ora come vittima di un’ingiustizia, ora come una donna fredda e calcolatrice. Il mistero ha alimentato libri, film e serie tv, mantenendo viva la domanda: Lizzie Borden era davvero colpevole o innocente?

Monster torna con i casi criminali che hanno segnato l’America

Monster è ormai una delle serie true crime più seguite su Netflix. Ryan Murphy e Ian Brennan hanno scelto con cura casi famosi, ma sempre ricchi di spunti e dettagli, offrendo una lettura moderna di storie che hanno segnato la storia americana. Da Jeffrey Dahmer, il serial killer noto per la sua crudeltà, ai fratelli Menendez, accusati di aver ucciso i genitori, fino a Ed Gein, ispirazione per tanti film horror, la serie ha costruito una vera e propria galleria del crimine made in USA.

Con la quarta stagione, Monster torna indietro nel tempo per raccontare una vicenda che da più di un secolo vive tra mito e realtà. La storia di Lizzie Borden amplia l’arco temporale della serie, spostandosi dalla violenza del Novecento a un caso ottocentesco che resta ancora oggi un simbolo del crimine americano. La stagione promette una ricostruzione accurata, pronta a far emergere dettagli finora trascurati o dimenticati.

Ella Beatty interpreta Lizzie Borden: un volto nuovo per un personaggio complesso

Per questa stagione, Murphy e Brennan hanno scelto Ella Beatty per il ruolo di Lizzie Borden. Figlia di due leggende del cinema americano, Warren Beatty e Annette Bening, la giovane attrice affronta un debutto impegnativo e sotto i riflettori. Sarà lei a dare vita a una donna tormentata, sospesa tra una famiglia oppressiva e l’ombra di un delitto.

Ella Beatty dovrà raccontare un personaggio che ha diviso il pubblico per generazioni, mostrando sia la fragilità che la possibile freddezza dietro quella facciata di normalità. Le riprese puntano a ricreare fedelmente il contesto storico, con costumi e ambientazioni che riportano al Massachusetts di fine Ottocento, un’epoca di rigide regole sociali e tensioni familiari. Sarà lei a incarnare una storia che ha lasciato un segno profondo nella cultura americana.

Perché il caso Borden affascina ancora dopo 134 anni

Il fascino del delitto Borden non sta solo nella violenza o nei personaggi coinvolti. È soprattutto nel modo in cui quella vicenda rifletteva le contraddizioni di un’America in cambiamento. Il dubbio sulla colpevolezza di Lizzie ci spinge a guardare a questioni di genere, classi sociali e giustizia.

Negli anni, storici e sociologi hanno proposto nuove chiavi di lettura. Alcuni sostengono che il processo sia stato influenzato dai limiti imposti alle donne nel 1890, con Lizzie vittima di un sistema giudiziario non imparziale. Altri hanno evidenziato le tensioni nascoste in una famiglia apparentemente tranquilla ma esplosiva.

Con il ritorno in tv con Monster 4, quel dibattito si riaccende, avvicinando una nuova generazione a una storia che una volta scosse l’intera nazione. Netflix garantisce una diffusione globale che restituisce a questo caso un peso culturale ancora forte. Resta da vedere quali novità emergeranno dalla serie, ma una cosa è chiara: Lizzie Borden non passerà mai davvero di moda.

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