Normal, recensione: Bob Odenkirk reinterpreta l’Odissea nel nuovo film di Ben Wheatley

Redazione

16 Settembre 2026

Bob Odenkirk ha cambiato marcia. Non è più solo l’attore che conosciamo, ma anche la voce che guida la storia. In Normal, diretto da Ben Wheatley, prende il timone di un racconto che rilegge L’Odissea con uno sguardo moderno e tagliente. Il film, uscito nel 2024, non vuole urlare per farsi notare. Al contrario, si muove con calma, mescolando azione e ironia, scavando sotto la superficie di un mito antico per restituirlo in una forma nuova, quasi disturbante. La sceneggiatura di Derek Kolstad, noto per il suo ritmo serrato e i dialoghi taglienti, e la regia di Wheatley, cruda e senza fronzoli, danno al progetto una forza insolita.

Tra thriller, commedia nera ed epica, Normal non si lascia incasellare facilmente. Odenkirk si allontana dai personaggi a cui siamo abituati, quelli di Breaking Bad e Better Call Saul, per mostrare un volto più complesso. Qui interpreta un uomo che affronta un viaggio di resa e rinascita, un’odissea tutta sua, lontana dall’eroismo tradizionale e più vicina a una verità scomoda.

Kolstad e la sceneggiatura di Normal: mito e azione senza fronzoli

Dietro la semplicità apparente di Normal c’è una scrittura calibrata e precisa. Derek Kolstad, che ha fatto la fortuna di John Wick con trame essenziali e dialoghi taglienti, qui porta avanti una storia senza inutili complicazioni, puntando su momenti carichi di tensione. L’idea nasce da Bob Odenkirk, che ha messo mano a un racconto che affonda le radici nel mito classico, ma senza mai scadere in un linguaggio aulico o in una narrazione troppo complessa.

Il risultato è una rilettura di Ulisse che si muove in un contesto concreto, fatto di assalti, fughe e conflitti personali, elementi che parlano alla sensibilità moderna. Non mancano simboli: come il mitico re di Itaca, il protagonista deve affrontare prove che lo cambiano, ma il suo viaggio si consuma lontano da grandi fanfare, con un’ironia che rende tutto più accessibile e accattivante. Così nasce un film che è allo stesso tempo avvincente e profondo, pensato soprattutto per gli appassionati dell’action, ma non solo.

Bob Odenkirk: attore e creatore, una doppia anima

L’approccio di Bob Odenkirk a Normal è duplice: da una parte dà vita a un personaggio forte, segnato da una dimensione umana complessa; dall’altra è artefice del progetto come autore. Questo mix tra recitazione e scrittura trasforma il film in un laboratorio di idee e stile, che va oltre il semplice prodotto commerciale. Odenkirk dimostra di saper dominare non solo la scena, ma anche il racconto dietro le quinte.

Vestendo i panni di un “last action hero” in chiave più cruda e malinconica, il suo personaggio rompe con i cliché del genere, offrendo un’idea di eroe più sfumata e realistica. Questo aspetto rende Normal un film unico nel panorama attuale, capace di proporre una nuova visione dell’eroe moderno. La collaborazione con Ben Wheatley, noto per il suo stile irriverente e originale, crea un equilibrio tra tensione e leggerezza che attraversa tutta la pellicola senza perdere di vista l’emotività.

Ben Wheatley e la regia di Normal: un cinema che sa mescolare generi e atmosfere

Ben Wheatley torna alla regia con Normal confermando il suo modo non convenzionale di fare cinema di genere. La sua regia si distingue per un uso sapiente di atmosfere cupe, alternando azione frenetica a momenti di pausa e riflessione. Il regista inglese costruisce un racconto visivamente intenso, capace di giocare sulle contraddizioni del mito omerico trasposto nella realtà odierna.

Il film non vuole essere una rivisitazione da manuale, ma una storia diretta e coinvolgente, che può catturare anche chi non conosce bene l’Odissea. Wheatley sfrutta gli spazi narrativi in modo dinamico, alternando scene di combattimento a situazioni più intime, lasciando emergere la complessità dei personaggi senza appesantire la storia. Con un taglio essenziale, la sua regia mette in luce l’energia di Odenkirk e la scrittura snella di Kolstad, dando vita a un prodotto compatto, veloce e sempre teso.

Normal si inserisce così in un filone di film capaci di unire mito e intrattenimento pop, restituendo un’immagine rinnovata ma ben radicata nel presente. Il mix di talento davanti e dietro la macchina da presa fa di questo film un esempio interessante della cinematografia contemporanea, pronto a conquistare un pubblico attento e curioso.

×