Alessandro Di Battista colto da malore a Cuba: ricoverato a L’Avana
Venerdì 28 agosto, nei pressi di Santa Clara, Alessandro Di Battista ha perso conoscenza all’improvviso. Era a Cuba, a circa 300 chilometri da L’Avana, quando un malore lo ha colto di sorpresa. Immediato l’intervento dei soccorsi: l’ex deputato del Movimento 5 Stelle è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Hermanos Ameijeiras, uno dei centri medici più attrezzati dell’isola. Nonostante la gravità del momento, ha ripreso conoscenza e ha potuto scambiare qualche parola con i medici. Ora si attende il suo rientro in Italia.
Malore e trasferimento: la situazione di Di Battista
Il malore è stato preceduto da un forte mal di testa che ha allarmato chi era con lui, spingendo a chiamare i soccorsi. Dopo la perdita di coscienza, il primo ricovero è stato all’ospedale di Santa Clara, dove è stato stabilizzato. Vista la complessità del quadro clinico, le autorità sanitarie cubane hanno deciso di trasferirlo all’Hermanos Ameijeiras de L’Avana, che dispone di risorse e specialisti più qualificati. Qui Di Battista è sottoposto a una serie di accertamenti per capire l’origine del problema. Fonti vicine all’agenzia Ansa riferiscono che il 42enne romano è cosciente, interagisce con i medici e resta sotto stretto controllo, anche se la sua situazione è ancora seria.
L’ambasciata italiana a Cuba ha subito attivato tutte le procedure per garantire assistenza consolare e seguire da vicino l’evoluzione delle sue condizioni. Il Ministero degli Esteri ha predisposto un volo per riportarlo in Italia non appena i medici daranno il via libera, decisione che sarà presa in accordo con gli specialisti che lo stanno seguendo. Una mossa che testimonia l’attenzione che la diplomazia italiana riserva alla salute dei propri cittadini all’estero, soprattutto in casi delicati come questo.
La politica si mobilita: solidarietà trasversale
La notizia del ricovero ha subito fatto il giro, scatenando reazioni da tutte le parti politiche. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha detto di essere in contatto costante con l’ambasciata a Cuba per assicurare ogni tipo di supporto. Anche il Movimento 5 Stelle ha diffuso un comunicato ufficiale, esprimendo preoccupazione per le condizioni di Di Battista e sottolineando il legame forte e storico con uno dei suoi volti più noti degli ultimi dieci anni.
Non sono mancati i messaggi di vicinanza da parte di esponenti dell’opposizione, come Alfredo Antoniozzi di Fratelli d’Italia, che hanno formulato auguri di pronta guarigione. Tra i politici si respira un clima di solidarietà che va oltre gli schieramenti, a dimostrazione di come la salute di una figura pubblica sia un tema che unisce. L’attenzione dei media resta alta, in attesa di aggiornamenti ufficiali.
Perché Di Battista era a Cuba: il reportage e il legame con l’America Latina
Alessandro Di Battista si trovava a Cuba per realizzare un reportage per Seif e TvLoft. La sua esperienza nel continente latinoamericano non è una novità: già nel 2005 aveva vissuto e lavorato in Guatemala, impegnato in progetti di cooperazione internazionale prima di entrare in politica. Questo legame profondo con l’America Latina lo ha portato a tornare spesso in quella parte del mondo.
Il viaggio in corso si inserisce in un momento delicato per Cuba, travolta da una crisi economica e sociale che pesa sulla popolazione, tra problemi sanitari e le conseguenze delle sanzioni internazionali. Di Battista stava documentando queste difficoltà, dando voce a storie che spesso sfuggono ai grandi media. La scelta di un reportage sul campo conferma la sua volontà di rimanere impegnato nel giornalismo d’inchiesta, attività che ha abbracciato dopo aver lasciato la politica attiva.
Dal Parlamento all’attivismo: il percorso di Di Battista
Alessandro Di Battista è stato uno dei volti più noti del Movimento 5 Stelle fin dalla sua nascita nel 2009. Eletto deputato nel 2013, ha deciso di non ricandidarsi nel 2018 per dedicarsi al giornalismo e alla famiglia. Il distacco definitivo dal M5S è arrivato nel 2021, quando si è opposto all’ingresso del movimento nel governo guidato da Mario Draghi. Da allora è rimasto attivo con interventi pubblici e iniziative civiche.
Dal 2023 è vicepresidente dell’associazione “Schierarsi”, piattaforma che unisce impegno politico e analisi di tematiche internazionali e nazionali. Qui continua a promuovere dibattiti su questioni sociali, ambientali e politiche, mantenendo un seguito rilevante tra i suoi sostenitori. Il ricovero non ferma quindi un percorso che lo vede protagonista, anche se lontano dalle istituzioni.
La situazione resta in evoluzione, con le autorità sanitarie che tengono sotto controllo il suo stato di salute. Le prossime ore saranno decisive per capire se potrà tornare in Italia in sicurezza. Intanto, la mobilitazione delle istituzioni e dei partiti testimonia l’attenzione che questa vicenda sta suscitando.