Il 1° settembre Christie’s farà saltare il banco con un’asta online destinata a far parlare di sé. In palio, i costumi originali del sequel de Il diavolo veste Prada, un film che ha lasciato un segno indelebile non solo al cinema, ma anche nelle scelte di stile di intere generazioni. Tra abiti firmati da Schiaparelli, Fendi e Dries Van Noten, spicca un maglione azzurro a trecce. Semplice, ma carico di significato: è quel maglione J.Crew che, quasi per caso, è diventato un simbolo grazie al celebre monologo di Miranda Priestly. Un pezzo destinato a infiammare il mercato delle aste fashion come pochi altri.
Il maglione ceruleo: un simbolo oltre il tessuto
Non è un capo prezioso in senso tradizionale, non è fatto con fibre rare né porta il marchio di una maison parigina. Ma quel maglione rappresenta l’incontro tra cultura pop e fast fashion, un mix che ha segnato un’epoca. Stimato tra i 100 e i 200 dollari, potrebbe invece raggiungere cifre ben più alte: dietro c’è tutta una storia, fatta di costume sociale e conquista estetica. J.Crew, brand noto per l’accessibilità della sua moda, con questo maglione è diventato un pezzo da collezione, quasi una reliquia dei nostri tempi.
Non è solo un vestito, ma una storia indossata da personaggi diventati cult, con un pubblico globale che attende con ansia il sequel. Il valore cresce, tra testimonianze di consumo di massa che diventano icone senza tempo. È la prova che un costume da film può trasformarsi in patrimonio culturale, dove anche un capo semplice può diventare simbolo, al pari di un capolavoro sartoriale.
Dietro i costumi, un cast da sogno
L’asta è una narrazione per immagini, grazie agli attori protagonisti: Meryl Streep, Anne Hathaway, Stanley Tucci, insieme a Lucy Liu e Simone Ashley. Ogni pezzo non è solo un costume, ma un frammento di storia, legato alle personalità e ai ruoli sullo schermo.
Tra gli abiti spicca anche quello di Bad Binch TongTong, indossato da Lady Gaga nel videoclip “Runway”. Una collezione da sogno che entra nel cuore del fashion cinematografico, pronta a conquistare collezionisti e appassionati con un’offerta unica.
I capi scelti raccontano storie di stile e trasformano la finzione in un tesoro reale, attirando offerte da tutto il mondo. La varietà di firme, che spazia dall’haute couture alla moda più democratica, conferma come il cinema sia il terreno ideale per esaltare la creatività e il potere del vestire.
Il ricavato per difendere la libertà di stampa
Dietro l’evento non c’è solo la celebrazione di un fenomeno culturale, ma anche un progetto solidale. Meryl Streep, anima dell’iniziativa, ha deciso di destinare il ricavato al Committee to Protect Journalists, l’organizzazione che difende i giornalisti in tutto il mondo.
Una parte dei fondi andrà anche alle borse di studio del Council of Fashion Designers of America, per sostenere i giovani talenti della moda. Così, bellezza e impegno civico si intrecciano, trasformando queste creazioni in azioni concrete.
Durante la presentazione, Streep ha sottolineato l’importanza di unire verità e bellezza, invitando tutti a partecipare. Oltre ai vestiti, saranno messi all’asta anche scarpe, borse e altri pezzi iconici, pronti a scatenare una vera battaglia di offerte.
L’evento a New York: mostra e asta dal vivo
Dal primo al 15 settembre, Rockefeller Plaza ospiterà la mostra gratuita dei capi in vendita. Il momento clou sarà l’asta dal vivo del 10 settembre, pensata per coincidere con la Settimana della Moda di New York.
Non è un caso: moda e cinema si incontrano e si rafforzano a vicenda. Molti collezionisti hanno già messo gli occhi sui pezzi chiave, soprattutto sul maglione ceruleo, che sta diventando un vero oggetto di culto.
Da capo prodotto in serie a tesoro da collezione, questo maglione racconta il potere del cinema di dare nuova vita e significato a ciò che sembrava destinato a sparire nel mercato. L’asta non sarà solo un affare, ma un evento culturale di primo piano nel 2024.