Emily Wilson, traduttrice dell’Odissea, stronca il film di Nolan: “Sceneggiatura pessima e superficiale”

Redazione

28 Luglio 2026

Emily Wilson non ha usato mezze misure. La celebre traduttrice inglese dell’Odissea, nota per la sua edizione del 2017, ha liquidato il film di Christopher Nolan ispirato al poema come “vergognoso e superficiale”. Docente di letteratura classica alla University of Pennsylvania, Wilson ha parlato di una sceneggiatura “pessima”, lontana anni luce dall’anima profonda del testo originale. Si è detta persino imbarazzata all’idea di aver contribuito, anche solo indirettamente, a un progetto così distante dal capolavoro di Omero. Quell’adattamento, che avrebbe dovuto essere un omaggio all’epopea antica, si è rivelato invece vuoto, privo di spessore e di senso.

Nolan, l’Odissea e la traduzione di Wilson: un legame mai sbocciato

Nel 2017 Emily Wilson ha firmato la prima traduzione inglese dell’Odissea realizzata da una donna, subito apprezzata per chiarezza e fedeltà, capace di avvicinare i lettori moderni a un testo millenario. Nolan aveva dichiarato che proprio questa edizione gli aveva fornito una guida preziosa per reinterpretare la storia sul grande schermo. Ma da parte della traduttrice non è arrivato alcun entusiasmo. Pur riconoscendo lo sforzo del regista, Wilson ha sottolineato come il film tradisca la ricchezza narrativa e i valori morali che lei ha cercato di conservare nel suo lavoro. Il confronto con il testo antico mette in luce un divario netto: il film, secondo lei, non riesce a restituire la complessità dell’epopea omerica.

La sceneggiatura sotto accusa: personaggi appiattiti e mancanza di profondità

In un articolo sulla London Review of Books, Emily Wilson ha smontato pezzo per pezzo la sceneggiatura. Il primo problema, ha spiegato, è la superficialità con cui sono trattati i protagonisti. L’Odissea non è solo una sequenza di avventure, ma un intreccio di riflessioni, identità e contraddizioni che nel film spariscono, lasciando una trama piatta e poco coinvolgente. Mancano quelle sfumature emotive e psicologiche che rendono il poema un capolavoro senza tempo.

Wilson ha poi puntato il dito contro l’assenza di un vero legame con il contesto storico e culturale dell’opera. I riferimenti all’antichità sono ridotti a mere scenografie, senza che emerga il pensiero profondo che permea il poema. Per la studiosa, il film si concentra troppo sullo spettacolo e poco sull’anima dell’Odissea, privando chi guarda della possibilità di confrontarsi con la complessità originaria.

Chiudendo il suo intervento, Wilson ha confessato di sentirsi quasi “vergognata” per aver dato, anche solo in parte, il suo nome a un progetto così distante dai suoi valori. Una critica severa che mette a nudo il conflitto tra la letteratura classica, con la sua rigorosa profondità, e le esigenze della narrazione contemporanea, spesso piegata alle logiche del mercato.

La polemica Wilson scuote il dibattito su cinema e cultura

Le parole di Emily Wilson hanno subito acceso il dibattito tra critici, studiosi e appassionati. Da un lato si riconosce a Nolan il merito di portare temi classici al grande pubblico; dall’altro emerge con forza la necessità di rispettare la complessità e la ricchezza delle opere originali, specialmente quando si tratta di capolavori che hanno segnato la storia della letteratura.

Wilson ha sollevato un tema centrale: adattare un poema epico di migliaia di anni non è impresa semplice, ogni scelta narrativa pesa e rischia di essere contestata se banalizza o snatura il testo. Nel 2024, università e associazioni culturali in Europa e negli Stati Uniti hanno organizzato incontri e dibattiti proprio per discutere questo delicato equilibrio tra innovazione e fedeltà.

Questa vicenda mette in luce un nodo cruciale delle trasposizioni cinematografiche di testi antichi: come rispettare la memoria storica e letteraria senza perdere un pubblico lontano dai codici del passato. La critica di Wilson apre così una riflessione che varrà anche per i prossimi adattamenti e per il modo in cui racconteremo i classici in questo nuovo decennio.

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