Katy Perry accusa la Casa Bianca: Firework usata senza autorizzazione per video militari contro l’Iran

Redazione

26 Luglio 2026

Sabato scorso, sul profilo TikTok della Casa Bianca, è apparso un video che ha subito fatto discutere. Immagini di attacchi militari contro l’Iran scorrevano al ritmo incalzante di “Firework” di Katy Perry. Quel “boom, boom, boom” del ritornello coincideva con le esplosioni mostrate, accompagnato dalla scritta netta: “L’Iran è stato avvertito”. Una scelta che ha acceso una polemica immediata. Katy Perry, senza mezzi termini, ha preso le distanze: la sua canzone, pensata per dare speranza e forza, non può diventare il sottofondo di un messaggio di guerra. Non è frequente che un’artista di primo piano si esponga così direttamente contro l’uso politico delle proprie opere, specie quando si parla di tensioni internazionali così delicate.

Katy Perry rompe il silenzio: “Non ho mai dato il permesso”

Non è passata inosservata la presa di posizione netta della cantante, che ha smentito di aver autorizzato l’uso di “Firework” in quel video. In un comunicato diffuso da diverse agenzie, Perry ha ribadito con fermezza la sua contrarietà, sottolineando che la canzone è un inno alla fiducia in sé stessi e alla luce che ognuno può accendere dentro di sé. Un messaggio che, secondo lei, è stato stravolto dall’accostamento a immagini di guerra.

La reazione della cantante è stata chiara e decisa: un no secco a un uso improprio e strumentale della sua arte. Qui non si tratta solo di diritti d’autore, ma di un problema più ampio che riguarda l’appropriazione politica e culturale delle opere artistiche. Spesso gli artisti si ritrovano loro malgrado protagonisti di campagne o messaggi in cui la loro musica viene usata senza consenso, alterandone il significato e danneggiandone la reputazione.

Questo caso si aggiunge a una serie di episodi recenti in cui brani celebri sono stati inseriti in video o campagne istituzionali senza il benestare degli autori. Katy Perry ha fatto sapere di non voler vedere la sua musica trasformata in strumento di propaganda, ribadendo il dissenso sia sui social sia attraverso i media, dove ha ricordato la natura positiva e ispiratrice di “Firework”, lontana da ogni contesto di guerra.

Il video della Casa Bianca e la comunicazione bellica sui social

Il video è stato diffuso sul canale TikTok della Casa Bianca, ormai diventato uno strumento chiave per comunicare con un pubblico giovane e globale. La scelta di mettere insieme immagini di bombardamenti e una canzone pop dall’atmosfera allegra e motivante ha subito sollevato dubbi e critiche. Quel contrasto tra musica e immagini ha fatto discutere, generando preoccupazione per il modo in cui i messaggi bellici vengono confezionati e veicolati sui social.

Nel video le esplosioni seguivano il ritmo di “Firework”, mentre la scritta “L’Iran è stato avvertito” aggiungeva un tono minaccioso e deciso, chiaramente rivolto a sottolineare la forza e la determinazione americana. L’accostamento tra musica e immagini è stato interpretato da molti come una forma di propaganda militare, pensata per influenzare l’opinione pubblica in maniera aggressiva.

Oggi è prassi comune, nei conflitti geopolitici, usare i social per diffondere messaggi che plasmino il consenso e orientino la percezione su eventi internazionali. Ma scegliere una canzone pop per accompagnare un avvertimento militare apre interrogativi delicati sulla responsabilità di chi gestisce la comunicazione istituzionale, soprattutto su piattaforme con un pubblico vasto e variegato. L’uso senza autorizzazione della musica di Katy Perry si inserisce in questo contesto più ampio di scontri tra cultura pop e politica globale.

L’episodio mette in luce anche le difficoltà degli artisti nel controllare come la loro musica venga usata, specie nel mondo digitale e social. Al momento la Casa Bianca non ha rilasciato dichiarazioni né ha spiegato perché abbia scelto proprio “Firework” per questo video, lasciando aperto il dibattito tra opinione pubblica e media.

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