L’aria fresca della laguna si mescola al profumo intenso dell’orto. Chiara Pavan, chef di Venissa a Mazzorbo, conosce ogni angolo di questo piccolo paradiso veneziano. Qui, tra fermentazioni lente e gesti antichi, ha costruito un’identità culinaria unica. Non è solo una questione di ricette tramandate, ma di storie di famiglia che si intrecciano con uno sguardo nuovo. La sua cucina parla di tradizione, certo, ma anche di innovazione, di un legame profondo con il territorio che si reinventa ad ogni piatto. E quando appare in televisione, a MasterChef Italia, porta con sé quel mondo sospeso tra passato e presente, fatto di mani sapienti e memorie vive.
Da casa alla cucina: la storia di Chiara Pavan tra filosofia e fornelli
Chiara Pavan ha portato con sé i sapori dell’infanzia, quei piatti semplici e autentici che una volta non la colpivano, ma che oggi rimangono indelebili: il sedano rapa cucinato dal padre, la pasta fatta a mano dal nonno, stesa con pazienza e maestria. La cucina di casa per lei è un archivio di emozioni, un luogo dove ogni ricetta racconta una storia vissuta con la nonna e il papà. Non è un caso che abbia lasciato la filosofia per entrare alla scuola internazionale Alma, una scelta maturata guardando in faccia la realtà: la precarietà che vedeva attorno a sé l’ha spinta a cercare una strada più concreta, fatta di mani in pasta e attenzione alla qualità.
L’esperienza e l’incontro con Francesco Brutto: la gavetta verso Venissa
La gavetta di Chiara è fatta di tappe significative. Dalle stagioni in hotel in Alto Adige ai ristoranti stellati, ha lavorato con grandi nomi come Valeria Piccini al Da Caino e fatto stage prestigiosi all’Osteria Francescana di Massimo Bottura, tempio della cucina italiana d’avanguardia. L’arrivo a Venissa non è stato un sogno a occhi aperti, ma un’opportunità accolta con umiltà. Qui ha incontrato Francesco Brutto, che è diventato non solo un partner in cucina ma anche nella vita. Il loro rapporto si è costruito piano piano: da consulente saltuario a collega a tempo pieno dal 2020, unendo idee e stili in un progetto condiviso. Oggi si alternano tra cucina e sala, lavorando fianco a fianco e affrontando ogni giorno le sfide del ristorante con un’organizzazione flessibile e fatta di intesa.
“Cucina Ambientale”: la laguna raccontata attraverso un libro
Chiara ha aggiunto un nuovo capitolo alla sua storia con “Cucina Ambientale”, un libro nato da un dialogo profondo con le persone e i luoghi della laguna veneta. Non è un semplice ricettario, ma un racconto che mescola cultura, ecologia e gastronomia, dando voce a pescatori, agricoltori e studiosi. Il libro mette in luce problemi concreti: la perdita di biodiversità marina con un calo del 70% della fauna ittica nel nord lagunare, la trasformazione della terra a causa del sale e l’arrivo di specie invasive come i granchi blu. Cambiamenti climatici che si vedono nelle stagioni sballate, nella siccità e nell’acqua alta sempre più frequente. Chiara riflette anche sugli effetti del Mose sugli equilibri naturali della laguna. Sul tema della sostenibilità, il suo approccio è pragmatico: “riconosce che il cambiamento è lento, ma vede l’inizio di una nuova consapevolezza, sostenuta da iniziative dal basso che stanno piano piano facendo breccia nelle mentalità.”
Venissa e il rispetto del tempo: la stagionalità come regola d’oro
Al ristorante Venissa, il rispetto del tempo naturale è una regola ferrea. Nella cucina di Chiara fermentazioni e attenzione diretta all’orto sono parte del lavoro quotidiano. “L’alta cucina – dice Chiara – si distingue soprattutto per la capacità di aspettare e di adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente”, a differenza di molte offerte commerciali che ignorano la stagionalità, proponendo prodotti globali come salmone o calamari importati. La creatività non è mai un gioco fine a sé stesso, ma nasce dall’ascolto attento dei segnali del territorio. La laguna, che lei ama profondamente, offre materie prime autentiche, ma chiede rispetto e flessibilità per mantenere quell’equilibrio fragile tra natura e cucina.
MasterChef Italia: la sfida della tv e il legame con il pubblico
Partecipare a MasterChef Italia ha segnato per Chiara una svolta, portandola fuori dalla cucina professionale e dentro un mondo di telecamere, giudizi al volo e spettacolo. Ha affrontato questa esperienza con la voglia di mettersi in gioco, lasciandosi alle spalle ogni snobismo di categoria e aprendo il confronto con persone diverse da lei. Il rapporto con il pubblico è stato forte e inaspettato, anche grazie all’affetto dei bambini, che le mandano disegni e messaggi pieni di ammirazione. L’idea di diventare giudice fisso c’è, ma per ora resta un progetto difficile da mettere in pratica, soprattutto per bilanciare gli impegni televisivi con la gestione di un ristorante come Venissa. Chiara riconosce il valore di questo intreccio tra mondi diversi, ma preferisce mantenere un equilibrio che le consenta di dare il meglio in entrambi senza sacrifici.
Il topinambur fermentato: la firma di Chiara Pavan
Chiara si identifica nel topinambur fermentato: un ingrediente che unisce dolcezza e croccantezza, con un carattere deciso capace di adattarsi a piatti salati e dolci. Questa immagine riassume la sua filosofia e il suo modo di lavorare: un equilibrio tra delicatezza e forza, tra tradizione e innovazione. La sua esperienza dimostra come la cucina possa diventare un luogo di responsabilità ambientale e culturale, un ponte tra passato e futuro di un territorio unico come la laguna veneziana, valorizzandone ogni sfumatura senza dimenticarne le fragilità.
