Alessio Lapice di Roberta Valente: il romantico single che ha conquistato Rai 1

Redazione

20 Aprile 2026

Il volto di Alessio Lapice è tornato a farsi largo nelle case degli italiani con “Roberta Valente – Notaio in Sorrento”, in onda dal 12 aprile su Rai 1. Interpreta Stefano, il fidanzato della protagonista, e si lascia andare a un racconto senza filtri, tra il clamore della tv e una recente rottura che ha segnato la sua vita privata. Per lui, recitare non è solo un lavoro: “è come comprimere anni di crescita e di esperienze in pochi mesi intensi.” Dal debutto a “Don Matteo” fino a ruoli in fiction di successo come “Imma Tataranni” e “Nato a Casal di Principe”, Alessio ha costruito una carriera solida, fatta di personaggi che spesso rispecchiano le sue fragilità, le sue speranze e i cambiamenti che attraversa ogni giorno. Un viaggio tra realtà e finzione, dove l’attore e l’uomo si intrecciano senza mai perdere autenticità.

Una carriera costruita passo dopo passo

In dieci anni Alessio Lapice ha fatto molta strada. Ha iniziato con piccoli ruoli, fino ad arrivare a parti più importanti. Il suo debutto in tv risale a un episodio di “Don Matteo” di circa dieci anni fa, poi è arrivato “Nato a Casal di Principe” e la serie “Imma Tataranni – Il mestiere della difesa”, dove interpreta Ippazio Calogiuri: un uomo fragile, pieno di speranza e innamorato di Imma, una donna sposata in crisi. Quel ruolo ha rappresentato una svolta, portandolo al centro dell’attenzione per la sua interpretazione intensa e misurata.

Ora è protagonista in “Roberta Valente”, ambientata a Sorrento, dove veste i panni di Stefano, un giovane di estrazione sociale più alta che affronta tensioni familiari e personali. Un personaggio brillante ma alle prese con sfide complesse, soprattutto nei rapporti d’amore e con la famiglia. La varietà dei ruoli dimostra la sua capacità di adattarsi a storie diverse e di esplorare lati umani differenti.

Nel suo percorso c’è spazio anche per il film “Il protagonista”, in lavorazione, che conferma la voglia di ampliare i suoi orizzonti artistici. Nonostante i tanti ruoli, Lapice mantiene una visione chiara del suo lavoro: “vivere e crescere al cubo”, dice lui. Una formula che racconta l’intensità emotiva e la velocità con cui si accumulano esperienze sul set.

Tra amore e rottura: uno sguardo sincero sulla vita privata

Oltre alla carriera, Alessio parla anche della sua vita privata. La storia con la campionessa di taekwondo, durata circa un anno e mezzo, è finita da poco. Nonostante il tempo relativamente breve, l’attore sottolinea quanto sia importante la qualità dei momenti vissuti insieme e il valore delle emozioni condivise. Per lui, non conta tanto la durata, quanto i ricordi e i sentimenti che restano.

Lapice ammette che la rottura è ancora fresca, e che le ferite emotive sono presenti. Non si sente pronto a una nuova relazione, ma guarda avanti con apertura, consapevole di dover superare il dolore. La sua sincerità sul tema dei sentimenti mostra una maturità rara, in un ambiente spesso concentrato solo sull’apparenza.

Riguardo alla differenza tra il suo mondo professionale e quello privato, Lapice smonta i luoghi comuni. Vivere con una sportiva non è più complicato che con chi fa il suo stesso mestiere. Secondo lui, la chiave sta nella comunicazione e nel confronto, più che nella professione. Lavorare su se stessi, gestire le pressioni e saper fare squadra sono valori che valgono in ogni ambiente.

Napoli e Roma: radici e opportunità

Napoli è per Alessio un richiamo forte e continuo. È lì che ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo, con fiction come “Gomorra” e “Nato a Casal di Principe”, che raccontano la cultura del territorio. Descrive Napoli come “il sorriso nel pianto”, un posto capace di mescolare nostalgia e voglia di sognare, accoglienza e passione. Anche se non è un esperto di cucina, si riconosce nel calore della città e nei suoi rituali, come la passeggiata solitaria sul lungomare, soprattutto di notte, per ritrovare se stesso.

Roma invece è la città dove ha deciso di trasferirsi per far crescere la sua carriera. La chiama “la zia che accoglie”, un posto dove affronta nuove sfide e cresce professionalmente. Il trasferimento ha segnato per lui un momento di indipendenza e affermazione, oltre che di sperimentazione artistica. La famiglia, con un padre agente di commercio e una madre impiegata, non gli ha mai imposto scelte, permettendogli di seguire la recitazione con consapevolezza e determinazione.

Sul set come in famiglia: il valore della squadra

Nonostante la complessità dei ruoli e le pressioni del mondo televisivo, Alessio Lapice tiene molto al lavoro di squadra. Non è raro che riveda le fiction con gli altri attori, creando momenti di visione condivisa anche a distanza. Per esempio, con “Imma Tataranni” ha instaurato un rito con Vanessa Scalera, la protagonista, guardando insieme gli episodi.

Questo modo di fare dimostra quanto per lui conti la collaborazione, non solo sul lavoro ma anche nella vita. Condivisione, ascolto e supporto sono valori che emergono con forza nel suo racconto. Dal Sud al centro Italia ha mantenuto legami con i colleghi napoletani, integrandosi però nel contesto romano.

Questa dimensione collettiva aiuta a gestire le pressioni e le sfide di un ambiente noto per la sua intensità. Lapice affronta il mestiere con realismo, evitando stereotipi e raccontando la sua quotidianità con schiettezza.

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