CORONAVIRUS, INTERVISTA ALL’INFETTIVOLOGO BERTUCCI: “ANCHE GLI ASINTOMATICI DIFFONDONO IL VIRUS”

Il Dottor Piergiorgio Bertucci

di GIULIA PELLEGATTA

CinturaOvest ha intervistato il dottor Piergiorgio Bertucci, infettivologo e specialistica in malattie tropicali che opera all’ospedale di Chivasso.

Buon pomeriggio dottor Bertucci. Che differenza c’è rispetto ai ricoverati della prima ondata?

La differenza è che ci sono meno persone in rianimazione, ma più persone nei reparti e con lunghi ricoveri. Diciamo che ci sono anche meno decessi.

È vero che i pronto soccorsi sono intasati a causa del Covid?

I pronto soccorsi sono sempre stati pieni, certo ci sono questi pazienti che si sommano, aumentando le criticità.

Il personale medico come sta vivendo questo periodo?

Sta vivendo tranquillamente, nel senso che è addestrato e fa il suo lavoro, indipendentemente dal Covid. Come ho sempre detto, noi non ci riteniamo degli eroi, ma facciamo tutto il possibile per aiutare: è questo il nostro lavoro.

Secondo lei, quali sono le cause di questa seconda ondata?

ll lockdown aveva permesso di limitare i contagi, era inevitabile che il virus cercasse un nuovo contenitore. Credo che fino al vaccino oppure ad un’immunità di gregge, il virus continui a “vivere” con noi.

È possibile ammalarsi di nuovo se si è già stati contagiati?

Non si sa ancora bene. Da studi scientifici pare che solo 9 persone su 40 mila si siano ammalate più di una volta. Quando si è guariti, si dovrebbero avere circa otto mesi di immunità, per ciò che sappiamo ora.

Crede che il virus si stai indebolendo?

Il virus non si sta indebolendo. Colpisce solamente le persone più giovani, con meno rischio di morte, questo è il motivo per cui ci sono meno decessi.

Che cosa pensa “degli asintomatici”?

Gli asintomatici puri non esistono, ci sono i paucisintomatici che hanno sintomi molto deboli. Si pensa che queste persone abbiano anche meno carica virale, ma restano comunque contagiosi. La loro pericolosità risale dal fatto che non avendo sintomi o avendone pochissimi, ma essendo ugualmente contagiosi, diffondono comunque inconsapevolmente il virus.

Secondo lei, sarà possibile passare il Natale in famiglia?

Ahimè temo che il Natale lo trascorreremo solo con i parenti più stretti.

Da medico in prima linea, quale messaggio vorrebbe lanciare ai cittadini?

Com’era atteso c’è stata la seconda ondata di questo “Tsunami”, non è stata una sorpresa. Certo è diversa la letalità, ma il virus è molto diffuso, soprattutto tra i giovani. I più a rischio di morte, come dimostrato prima sono gli uomini obesi, gli anziani e persone affette da altre patologie.

 


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