COLLEGNO E RIVALTA, PROTESTA DEGLI OSS NELLE CASE DI RIPOSO

 

La Rsa Maria Barbero di Collegno.

di ANDREA MUSACCHIO

COLLEGNO / RIVALTA / VENARIA – Oggi, giovedì 25 giugno, Uil Fp Torino e Piemonte, Fp Cisl e Fp Cgil hanno dichiarato lo stato d’agitazione contro Nuova Assistenza, cooperativa che gestisce più di 100 strutture tra Piemonte, Lombardia, Liguria e Sardegna, tra cui le Rsa Maria Barbero e Raf di Collegno, Bianca della Valle di Rivalta e la Piccola Reggia di Venaria.

Lo stato di agitazione è stato aperto per due semplici motivi: “Ancora oggi nelle buste paga della mensilità di maggio, nessun operatore ha ottenuto l’aumento previsto – spiega il funzionario Uil Fpl Michele Nessenzia – Stiamo parlando di 26.00 euro lorde mensili e questo ci preoccupa in prospettiva futura, visto che il contratto di settore prevede il pagamento dell’ultima tranche con la mensilità di settembre 2020. Questo porterà ogni lavoratore a ricevere ottanta euro, lorde, in più al mese in busta paga non stiamo parlando d centinaia di euro. L’altro capitolo è quello legato agli orari di lavoro. La presenza del Covid, in alcune Rsa, non permette nuovi ingressi, il problema è che ci sono stati diversi decessi con e senza Covid. Purtroppo però, come nel caso di Nuova Assistenza, vengono contratti gli orari di lavoro senza che la Cooperativa provveda all’attivazione di un ammortizzatore sociale (Fis) che vada a compensare le ore di lavoro non fatte dagli operatori per mancanza di ospiti”. Il delegato aggiunge: “La Regione ci ha dato il volano, la volontà è di penalizzare gli Enti accreditati che non rispettano i contratti. Si tratta del primo stato di agitazione post Covid“.

Una situazione paradossale. “La speranza, con l’apertura dello stato di agitazione, è che la Cooperativa ci chiami e ci dica di essere disposta a riconoscere gli aumenti contrattuali previsti“.

Nei giorni scorsi, i sindacati hanno chiesto proprio alla Regione Piemonte la rivisitazione del Dgr ’45: “Abbiamo chiesto all’attuale Governo della Regione la rivisitazione della 45, che in questi anni abbiamo provato a modificare con la Giunta Chiamparino senza ottenere risultati – continua Nessenzia – Non lavoriamo in una catena di montaggio, non siamo lavoratori invisibili e maneggiamo materiale umano. Il Governo Cirio ci ha dato la disponibilità alla revisione della delibera regionale di riferimento accogliendo un documento di proposta da parte delle Organizzazioni Sindacali Confederali di Cgil Cisl e Uil. Inoltre la Regione ci ha garantito che l’applicazione dei Ccnl sottoscritti dalle Ooss maggiormente rappresentative del comparto, parte economica e parte normativa, sia condizione essenziale affinché le società Cooperative e gli Enti Gestori delle Rsa possano mantenere gli accreditamenti con il Ssr, così come previsto dalle norme Regionali. Le violazioni e le inadempienze contrattuali verranno da noi prontamente segnalate. La Regione agirà al fine di garantire oltre che il rispetto delle norme relative agli accreditamenti, anche la qualità dei servizi offerti alla cittadinanza“.

COMUNICATO STAMPA FP CGIL FP CISL e UIL FPL TORINO E PIEMONTE

Le Rsa Piemontesi in queste settimane sono state al centro delle cronache per via delle morti legate al Coronavirus. In quelle strutture, cosi come nelle Raf, ci sono operatori socio sanitari che stanno attendendo la seconda tranche del rinnovo contrattuale e maggiori certezze sul monte orario settimanale e mensile.

E’ per questi motivi due motivi che giovedì 25 giugno u.s., i sindacati Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl Torino e Piemonte hanno aperto lo stato di agitazione e stanno pensando a nuove azioni se non verrà rispettato il rinnovo del Ccnl  Cooperative Sociali sottoscritto in data 26 maggio 2019 .

In particolar modo, giovedì, lo stato di agitazione ha riguardato tutte le Strutture socio sanitarie assistenziali, di Torino e Provincia, gestite dalla Cooperativa Nuova Assistenza.

Ancora oggi nelle buste paga della mensilità di maggio, nessun operatore ha ottenuto l’aumento previsto. Stiamo parlando di 26,00 euro lorde mensili e questo ci preoccupa in prospettiva futura, visto che il contratto di settore prevede il pagamento dell’ultima tranche con la mensilità di settembre 2020. Questo porterà ogni lavoratore a ricevere ottanta euro, lorde, in più al mese in busta paga non stiamo parlando d centinaia di euro“, spiega il Responsabile Territoriale del terzo settore della Uil Fpl Michele Nessenzia.

L’altro capitolo è quello legato agli orari di lavoro. La presenza del Covid, in alcune Rsa, non permette nuovi ingressi, il problema è che ci sono stati diversi decessi con e senza Covid“, aggiunge la funzionaria della Fp Cgil Camelia Monteanu. “Purtroppo però, come nel caso di Nuova Assistenza, vengono contratti gli orari di lavoro senza che la Cooperativa provveda all’attivazione di un ammortizzatore sociale (Fis) che vada a compensare le ore di lavoro non fatte dagli operatori per mancanza di ospiti”.

“I lavoratori devono avere la possibilità di integrare il proprio orario di lavoro per ricevere uno stipendio dignitoso” aggiunge Silvia Arri funzionaria della Fp Cisl.

E poi c’è il tasto legato alla Dgr 45 che norma i Livelli Essenziali di Assistenza dei pazienti ricoverati nelle Rsa e detta i tempi di lavoro di ogni operatore nella gestione dei bisogni primari di ogni singolo paziente.

Abbiamo chiesto all’attuale Governo della Regione la rivisitazione della 45, che in questi anni abbiamo provato a modificare con la Giunta Chiamparino senza ottenere risultati” continua Nessenzia.  “Non lavoriamo in una catena di montaggio, non siamo lavoratori invisibili e maneggiamo materiale umano. Il Governo Cirio ci ha dato la disponibilità alla revisione della delibera regionale di riferimento accogliendo un documento di proposta da parte delle Organizzazioni Sindacali Confederali di Cgil Cisl e Uil. Inoltre la Regione ci ha garantito che l’applicazione dei Ccnl sottoscritti dalle Ooss maggiormente rappresentative del comparto, parte economica e parte normativa, sia condizione essenziale affinché le società Cooperative e gli Enti Gestori delle Rsa possano mantenere gli accreditamenti con il Ssr, così come previsto dalle norme Regionali. Le violazioni e le inadempienze contrattuali verranno da noi prontamente segnalate. La Regione agirà al fine di garantire oltre che il rispetto delle norme relative agli accreditamenti, anche la qualità dei servizi offerti alla cittadinanza”.


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