GRUGLIASCO, MORTI 21 ANZIANI SU 87 ALLA CASA DI RIPOSO: DENUNCE AI CARABINIERI

di ANDREA MUSACCHIO

GRUGLIASCO – Una storia terribile, a tratti drammatica. Nella casa di riposo San Giuseppe di Grugliasco sono morti 21 pazienti su 87. Undici decessi sono avvenuti soltanto nell’ultimo fine settimana. Al momento è impossibile stabilire le cause delle morti, ma l’ipotesi più accreditata è che si tratti di Covid-19. Nella giornata di oggi, mercoledì 1° aprile, il sindaco Roberto Montà, accompagnato dal dottore Venuti, responsabile delle case di riposo di Grugliasco, ha presentato un esposto alla compagnia dei carabinieri di Rivoli.

Dopo le lamentele del personale e dei parenti, abbiamo raccontato ai carabinieri tutto quello che abbiamo provato a fare in supporto della struttura” spiega il primo cittadino di Grugliasco. “Tutto nasce da un’operatrice risultata positiva al Covid. Noi siamo stati allertati per il fatto che la struttura è andata in sofferenza per assenza di personale. Successivamente abbiamo cercato personale in una situazione difficilissima. Alla fine siamo riusciti a recuperare un aggancio con una cooperativa per dare supporto al San Giuseppe in termini di personale. Poi ci siamo occupati della sanificazione. Questo è stato il primo blocco di intervento. La situazione sembrava stabilizzata, o almeno così ci facevano sapere dalla direzione“.

I familiari si lamentavano perché non riuscivano ad avere contatti adeguati con i pazienti – ha aggiunto Montà – Chiedendo sempre alla direzione ci hanno rassicurato, dicendoci che i pazienti stavano tutti bene e che non c’era nessun problema. Bisogna sottolineare che la struttura ha uno standard altamente riconosciuto in termini di assistenza. Però quando in 4 giorni muoiono 10 persone la situazione diventa più complicata. Io credo che il problema nasca 15/20 giorni fa. La gestione con il personale contagiato non è stata attenta e adesso si vedono gli effetti. Tra tutti i decessi, non possiamo dire che neanche uno sia morto per Covid, in quanto non sono stati fatti i tamponi“.

Non possono essere morti tutti per cause non collegate al virus” ci spiega una Oss della struttura. “Io lavoro in un reparto di 22 persone. Saranno rimaste 5 persone forse. Sono anni che conosco queste persone. Quando ricevo il messaggio con i nomi dei pazienti deceduti rimango perplessa. Sono persone che non avevano patologie pregresse. Sono persone che venti giorni fa non stavano male“.

Purtroppo sono state concesse le visite dei parenti, tutti i giorni, dalle 16.30 alle 18, ancora dopo l’uscita del Dpcm, che diceva di chiudere tutte le case di riposo – prosegue col racconto l’operatrice – Soltanto dopo dieci giorni la struttura è stata chiusa. In quel lasso di tempo può essere entrato chiunque“.

 

 

 


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