Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, ha sorvolato il palco di Tor Vergata in elicottero, lo scorso luglio. Non era un gesto da poco, ma il simbolo di una vittoria. Un ragazzo nato e cresciuto a San Basilio, un quartiere difficile di Roma, che ha venduto 250mila biglietti, superando persino il leggendario Modena Park di Vasco Rossi. Quel concerto è stato un mix potente: energia pura, quasi una “messa pagana”, e sullo sfondo uno schermo che proiettava messaggi forti. Tra questi, una promessa che suona come un manifesto: “Beati gli ultimi, perché saranno i primi”. Ora quel live arriva al cinema, il 22 settembre, e la discussione non si placa. Ultimo, da talento controverso a fenomeno di massa, continua a catturare l’attenzione, dividendo e coinvolgendo chi lo segue.
Da San Basilio ai grandi palchi: la strada di chi non ha mai mollato
Ultimo non è nato sotto i riflettori. È cresciuto a San Basilio, quartiere di Roma noto per le sue difficoltà, e oggi ha persino un parco dedicato a lui. La sua storia è quella di un ragazzo che ha battuto strade difficili per arrivare ai palchi più importanti d’Italia. Ha iniziato senza passare dai talent più popolari – X Factor, Amici, Sanremo Giovani lo hanno scartato – ma lui non si è mai arreso. Ha continuato a suonare, a scrivere, a farsi strada a modo suo. Il secondo posto a Sanremo 2019, dietro Mahmood, segnato da polemiche sulla giuria, non gli ha tolto fiducia, anzi: l’ha rafforzata. Ultimo non è solo un cantante. È ambasciatore Unicef, apre i concerti a persone con disabilità e parla senza giri di parole della sua vita, anche della psicoterapia. La sua musica nasce dal bisogno di raccontarsi davvero: “Non scrivo canzoni per il successo, ma per tirare fuori quello che ho dentro”.
Claudio Cecchetto: perché Ultimo divide il pubblico
Per capire Ultimo, ci affidiamo a Claudio Cecchetto, produttore e scopritore di talenti come Jovanotti e Fiorello. Cecchetto nota come il successo di Ultimo susciti reazioni opposte: c’è chi lo adora e chi lo critica duramente, anche per un atteggiamento che a volte sembra presuntuoso o per melodie giudicate poco originali. Secondo lui, molto dipende dall’età di chi ascolta. Ultimo è un cantautore romano che ricorda Claudio Baglioni, un artista che in passato ha diviso le opinioni allo stesso modo. A differenza della trap e del rap che vanno per la maggiore, lui propone canzoni melodiche, struggenti, con il pianoforte al centro, strumento che suona fin da bambino. Cecchetto sottolinea le influenze di Venditti e Dalla, l’amicizia con Fabrizio Moro e duetti importanti con Ramazzotti ed Ed Sheeran. Per il produttore, collaborazioni future potrebbero aprirgli nuovi orizzonti e stimolare la sua crescita artistica.
Tor Vergata e il cinema: il presente e il futuro di un artista a 30 anni
Vendere 250mila biglietti a Tor Vergata è un record senza precedenti in Italia. La proiezione del live nelle sale è stata paragonata a eventi di star internazionali come Taylor Swift o Katy Perry. Ma a soli 30 anni, la carriera di Niccolò Moriconi ha ancora molta strada davanti. Cecchetto è convinto che sarà l’esperienza a guidarlo verso nuove direzioni. Per un artista vero come Ultimo, crescere e cambiare è naturale. Già prima del successo a Sanremo 2018, il suo potenziale era evidente. Diversamente da molti “sottovalutati”, Ultimo ha sempre avuto chiara la sua forza e ha costruito la sua carriera con decisione e maturità.
Ultimo: musica, identità e contrasti che affascinano
Ultimo non si limita a cantare, ma suona e racconta storie. La sua voce, matura e sicura, porta in scena fragilità e sentimenti con una sincerità rara. Il suo stile non segue le mode aggressive della trap, ma si distingue per melodie intense e testi profondi. A 28 anni è diventato padre di Enea, un’esperienza che ha dato spessore al suo modo di vedere la vita. Il suo successo nasce tanto dai testi quanto dall’energia delle sue esibizioni, che alternano momenti di delicatezza a esplosioni di ritmo con la batteria. Ultimo ha intercettato il disagio di una generazione, dando voce a emozioni condivise. Pur dividendo il pubblico, rimane un artista capace di catturare e convincere chi lo ascolta.
Una storia partita da San Basilio, arrivata a riempire stadi e ora anche le sale cinematografiche, attraversata da polemiche e conferme di talento. Ultimo continua a scrivere la sua pagina, a cavallo tra il motto “beati gli ultimi” e il ruolo di protagonista della musica italiana.