Victor Perez al Romics 2026: “L’Intelligenza Artificiale nel cinema? Una sfida affascinante, non da temere”

Redazione

13 Aprile 2026

Il futuro del cinema si scrive in pixel e luce. Victor Perez, maestro degli effetti visivi, lo sa bene. Al Romics 2026, ha raccontato una carriera che sfida il tempo e le mode: quasi trent’anni a fondere arte, tecnica e narrazione con un’eleganza rara. Non si tratta solo di tecnologia, ma di come questa cambia il modo di raccontare storie, senza snaturarle. Perez parla di un cinema che muta pelle, tra sfide inedite e un’anima che resta intatta.

Da fotografo a maestro degli effetti: la strada di Victor Perez

Perez ha costruito la sua carriera dove precisione e creatività devono andare di pari passo. Partito dalla fotografia, ha presto messo piede nel mondo del cinema e della post-produzione, fondendo questi mondi con armonia. Da artista sensibile a tecnico esigente, ha trasformato il linguaggio visivo in uno strumento potente per raccontare storie che restano impresse.

Nel tempo ha lavorato a grandi produzioni, anche in Hollywood, come “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”, dove ha dovuto confrontarsi con standard altissimi e tecnologie all’avanguardia. È proprio questo mix di rigore e gusto artistico a rendere unico il suo modo di lavorare. Nel 2016 ha portato a casa il David di Donatello per gli effetti speciali in “Il ragazzo invisibile – Seconda generazione”, un riconoscimento che parla chiaro sulla qualità del suo lavoro nel cinema italiano.

Romics 2026: palco aperto sull’innovazione e le sfide del cinema

Al Romics 2026, Perez ha avuto modo di parlare con colleghi e appassionati, toccando con mano le grandi trasformazioni dell’industria audiovisiva. L’evento è stato un’occasione per mettere sotto la lente le nuove tecnologie e il ruolo sempre più centrale degli effetti visivi nella costruzione delle immagini sul grande schermo.

Negli ultimi anni, le immagini generate al computer sono aumentate di numero e complessità in modo impressionante. Perez ha spiegato come questa crescita porti a una sfida nuova: non perdere il coinvolgimento dello spettatore e mantenere viva la forza della narrazione senza affidarsi solo a effetti spettacolari. Nel suo intervento ha raccontato come l’esperienza gli abbia insegnato a domare strumenti potentissimi, ma senza mai dimenticare che dietro ogni effetto deve esserci una storia da raccontare.

Durante l’incontro, ha anche toccato le criticità del cinema contemporaneo, spesso schiacciato dalla pressione di incassi veloci o da un uso degli effetti visivi fine a se stesso. Perez ha ribadito che la tecnologia è solo uno strumento, non il traguardo. Servono scelte sagge da parte di registi e produttori per mantenere viva la qualità del cinema.

Il domani degli effetti visivi: intelligenza artificiale e storie su misura

Guardando al futuro, Perez ha parlato di una rivoluzione digitale destinata a cambiare ancora il ruolo degli effetti visivi. L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui si creano le scene, permettendo un livello di dettaglio e di creatività mai visto prima. Ma ha anche messo in guardia dal rischio di un’eccessiva automazione che potrebbe togliere l’anima al lavoro creativo.

Il suo obiettivo è sempre quello di bilanciare le nuove tecniche con il bisogno di raccontare senza cadere nel finto o nell’artificioso. Perez ha sottolineato l’importanza di una comunicazione fluida tra regia, fotografia e post-produzione, il vero motore di un risultato finale che funzioni e emozioni.

Non è mancato un pensiero anche sulla formazione: i nuovi talenti devono essere preparati a tenere il passo con i cambiamenti tecnologici ma non solo. Saper leggere una scena, capire cosa comunica un’inquadratura, è ciò che distingue un tecnico da un vero artista degli effetti visivi.

Cinema e effetti visivi: lo sguardo di un esperto premiato

Victor Perez ha una visione nitida su cosa vuol dire oggi fare cinema con gli effetti visivi. La pressione del mercato, la corsa al successo facile e la sovrabbondanza di immagini rischiano di far perdere di vista il valore artistico del mezzo. Serve un approccio più consapevole e integrato. Con la sua esperienza e i riconoscimenti ottenuti, Perez è un punto di riferimento autorevole per il settore.

Le pellicole che restano nel tempo sono quelle che hanno trovato l’equilibrio tra tecnica e contenuto. Per lui ogni effetto deve servire la storia, non essere solo un esercizio di meraviglia tecnologica. La sua intervista al Romics è un invito a riflettere su come sta cambiando il cinema, senza dimenticare le sue radici più profonde.

Il vero banco di prova per chi si occupa di effetti visivi oggi resta l’equilibrio tra innovazione e tradizione, tra passione e tecnica. Dopo trent’anni di carriera, Victor Perez resta una guida preziosa per capire il presente e immaginare il futuro di un’arte in continua evoluzione.

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