Tragedia in Val Ridanna: valanga in Alto Adige causa 2 morti e 5 feriti, maxi soccorso in corso

Redazione

21 Marzo 2026

La montagna si è scatenata in pochi istanti, lasciando dietro di sé un bilancio tragico. In Val Ridanna, a 2.445 metri sulla Cima di Incendio, una valanga ha travolto una ventina di escursionisti, divisi in più gruppi. Sette di loro sono stati sepolti sotto la neve, in una disperata lotta per la vita. La centrale d’emergenza di Bolzano ha confermato: due morti, tre feriti gravi e altri due con lesioni meno serie.

La valanga e il terreno insidioso di Cima di Incendio

La slavina si è staccata proprio in quella zona dell’Alto Adige nota agli escursionisti per la sua bellezza, ma anche per i pendii ripidi e spesso a rischio. La Cima di Incendio, a 2.445 metri, è un ambiente impegnativo, dove la neve può diventare pericolosa, soprattutto sul versante più esposto. Secondo le prime ricostruzioni, la massa di neve ha travolto almeno sette persone, mentre gli altri venti sono riusciti a mettersi in salvo, grazie alla posizione o a rapidi movimenti.

Il tempo degli ultimi giorni, con nevicate alternate a sole caldo, ha creato uno strato di neve instabile. Insieme alla conformazione rocciosa del terreno, questo ha favorito il distacco improvviso della valanga. In queste zone le valanghe sono un rischio sempre presente, specialmente in inverno e primavera, quando le temperature cambiano e la neve si indebolisce. La sicurezza in montagna è fondamentale, ma a volte neanche la migliore preparazione può evitare tragedie così rapide e violente.

Soccorsi immediati e operazioni in condizioni difficili

Appena è scattato l’allarme, la centrale di Bolzano ha mobilitato le squadre di soccorso alpino, con unità cinofile e elicotteri dove possibile. Estrarre feriti e vittime non è stato semplice: il terreno è impervio e c’era il rischio di nuove slavine.

I soccorritori hanno lavorato insieme ai gruppi di escursionisti, che hanno fornito indicazioni preziose sui luoghi dove cercare i travolti. L’intervento ha visto la collaborazione di vigili del fuoco, forze dell’ordine e altre associazioni di soccorso per garantire la massima sicurezza durante le operazioni. Una volta raggiunti, i feriti hanno ricevuto cure immediate e sono stati portati in ospedali della valle, dove si stanno valutando le loro condizioni.

L’efficacia dell’intervento ha dimostrato la preparazione delle strutture d’emergenza altoatesine. La sinergia tra enti ha contenuto i danni peggiori, ma la tragedia ricorda quanto la montagna possa essere insidiosa, anche per chi la conosce bene.

Chi sono le vittime e lo stato degli escursionisti

Le due persone decedute facevano parte di una delle comitive che si trovavano sul versante di Cima di Incendio. Al momento non sono stati resi noti dettagli su età o nazionalità, ma le autorità stanno seguendo tutte le procedure per il riconoscimento e per informare i familiari. I tre feriti gravi sono ricoverati in ospedale: le loro condizioni sono serie ma stabili. Gli altri due, con ferite più lievi, hanno ricevuto assistenza sul posto o sono stati trasferiti per controlli.

Tra gli escursionisti coinvolti c’erano sia camminatori esperti sia appassionati meno allenati, tutti attratti dal panorama e dalla natura. Ora esperti di sicurezza in montagna stanno analizzando l’accaduto per capire meglio cosa sia successo e valutare eventuali misure più restrittive per il futuro. L’area resta sorvegliata per evitare altri incidenti.

Le autorità ribadiscono l’importanza di rispettare sempre i segnali di pericolo e i consigli degli esperti. La tragedia in Val Ridanna è un duro promemoria: anche chi sa muoversi in montagna deve mantenere la massima prudenza.

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