Pensione di reversibilità, le nuove regole coinvolgono anche i nipoti: come funziona adesso

C’è un’importante novità sul fronte delle pensioni che tocca da vicino le nuove generazioni: ecco di cosa si tratta.

In un paese come l’Italia, dove la popolazione è in progressivo e inesorabile invecchiamento e le nascite segnano un record negativo dopo l’altro, i “nonni” sono in molti casi un preziosissimo surrogato del Welfare. Lo sanno bene i tanti genitori che senza di loro non saprebbero letteralmente come andare avanti, sia in termini di bilancio economico, sia di organizzazione familiare e domestica, a partire dalla gestione della prole. Ora su questo versante arriva un’importantissima novità.

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Novità importanti per tutti quei giovani che dipendono dal sostegno economico dei loro nonni. (Cinturaovest.it)

Il cambiamento è stato annunciato in via ufficiale dall’Inps e riguarda il tema (caldissimo) delle pensioni, più precisamente quello delle pensioni di reversibilità. Per il futuro dei (purtroppo) tanti giovani che dipendono dal sostegno economico – e non solo – dei loro nonni si profila una novità fondamentale. Ecco tutti i dettagli.

L’ultima svolta sulle pensioni di reversibilità

L’Inps ha riconosciuto il diritto alla “pensione ai superstiti” anche ai nipoti maggiorenni, inabili al lavoro e a carico dei nonni, in caso di decesso di questi ultimi. In altre parole, i nipoti vengono inclusi tra i destinatari diretti e immediati della pensione ai superstiti, con l’equiparazione, in sostanza, allo status di figli.

Più nel dettaglio, hanno diritto alla pensione ai superstiti i nipoti a carico dei nonni al momento della loro morte e minorenni o maggiorenni e studenti iscritti a scuole o corsi di formazione professionale fino ai 21 anni di età e fino ai 26 anni se studenti universitari, o ancora maggiorenni e inabili al lavoro a prescindere dall’età. Da notare che, per avere diritto alla pensione, non occorre che il nipote sia convivente del nonno o della nonna deceduto/a.

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L’annuncio dell’Inps fa seguito a una sentenza della Corte Costituzionale che si è pronunciata in materia. (Cinturaovest.it)

In caso di non convivenza il requisito si considera soddisfatto se sussistono la condizione di “non autosufficienza economica” e di “mantenimento abituale” (va dimostrato che il nonno o la nonna concorreva in maniera rilevante e continuativa al mantenimento del nipote).

La novità fa seguito a una sentenza della Corte Costituzionale che si è pronunciata proprio su questa materia. Di conseguenza, le domande di pensione ai superstiti presentate dai nipoti orfani maggiorenni inabili e a carico dei nonni, nuove o ancora giacenti, devono essere definite positivamente e quelle respinte devono essere riesaminate, a richiesta degli interessati, a meno che il diritto sia stato già negato con una sentenza passata in giudicato. La pensione sarà in ogni caso riconosciuta con l’ordinaria decorrenza, (dal mese successivo al decesso del nonno/nonna) nei limiti della prescrizione e della decadenza.

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