COLLEGNO, INCHIESTA DELLA PROCURA SULLA MORTE DEL DIPENDENTE COMUNALE

di ANDREA MUSACCHIO

RIVOLI – Dopo la morte di Giovanni Fresia, 59enne di Rivoli, scomparso lo scorso 27 ottobre 2019, la procura di Torino ha aperto un’inchiesta (attualmente senza indagati né ipotesi di reato) per fare luce sull’episodio.

L’uomo era arrivato la sera precedente all’ospedale di Rivoli in ambulanza per un malessere. I sanitari avevano praticato a Fresia un’iniezione di chetamina durante il trasporto, in modo da tranquillizzarlo. Infatti, Giovanni si era agitato durante il trasporto in ambulanza. L’uomo era stato messo in posizione supina ed era stato soffocato da un rigurgito di vomito. Successivamente, aveva avuto una serie di arresti cardiaci da cui non si è più ripreso.

Il pm Ciro Santoriello ha aperto il fascicolo dopo aver ricevuto l’esposto della moglie, Maria Sofia, 55 anni, e delle due figlie di 24 e 33 anni. Nel frattempo, è arrivata la relazione del medico legale Mario Abrate. La famiglia di Giovanni, invece, ha nominato come consulente di parte Roberto Testi (assistita dallo studio legale Ambrosio&Commodo, ndR), e ha chiamato in causa l’Asl To3. Nei prossimi giorni si aprirà la fase di mediazione.

“L’Asl dimostrerà la sua totale estraneità” spiegano dall’azienda sanitaria “sono fatti avvenuti a livello extra ospedaliero”.

Fresia lavorava presso il Comune di Collegno. Era seguito dal centro di igiene mentale di zona e prendeva farmaci per l’ansia. L’ipotesi, dietro la sua morte, è che possa esserci un errore umano.

 

 

 


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