ALPIGNANO, INTERVISTA AL SINDACO SUL CASO PIRRAZZO: “IO SAPEVO DELLA CONDANNA, L’HO SCELTO LO STESSO PER LA PROFESSIONALITÀ E L’ESPERIENZA”

Elezioni 2016: il sindaco Oliva e Pirrazzo festeggiano la vittoria alle comunali

di STEFANO TONIOLO

Sindaco Oliva, lei era a conoscenza della condanna in primo grado dell’ex assessore Pirrazzo?

“Io personalmente certo, perché nel momento in cui una persona si candida deve produrre della documentazione relativamente ai propri carichi pendenti, per cui io personalmente ero a conoscenza di questo iter processuale”.

Perché è stato scelto Pirrazzo, pur sapendo della sua condanna?

“Perché la professionalità del dott. Pirrazzo e l’esperienza acquisita nel corso degli anni erano sicuramente di grande vantaggio al nostro programma e al nostro progetto. Innanzitutto la condanna non è passata in giudicato, quindi se lei va a chiedere il casellario giudiziario del dott. Pirrazzo immagino che risulti senza condanne. Seconda cosa: l’ipotesi di reato non rientra all’interno di quelli previsti come cause ostative alla possibilità di essere candidato in una lista o di essere nominato assessore. Poi, lei mi perdonerà, io sono garantista e la legge prevede tre gradi di giudizio. Poi avrei preso le mie decisioni. L’attività di Pirrazzo nell’anno e mezzo da assessore è stata integerrima quindi assolutamente priva di vizi di forma e di sostanza. Il comportamento di Pirrazzo all’interno della nostra amministrazione è stato integerrimo”.

Ha avuto ripensamenti riguardo la scelta di Pirrazzo come assessore?

“Assolutamente no. Non ho avuto nessun ripensamento, perché c’era un iter processuale che non riguarda reati che sono vincolanti rispetto alla possibilità di fare l’assessore o di essere candidabile. Per fortuna in Italia ci sono leggi che, anche se sono macchinose, sono molto chiare. Mi sono studiato la documentazione, mi sono studiato la legge e quindi ho comunque fatto questa scelta. Ma proprio perché Pirrazzo era una persona che non era stata passata in giudicato e, ripeto, l’eventuale condanna in terzo grado deve ancora arrivare. Io sono garantista”.

Avete spiegato nel comunicato stampa che le dimissioni non c’entrano, ma perché sono arrivate proprio ora, visto che il decreto Madia c’è da tempo?

“A fine settembre 2017 è uscita una delibera dell’Anac, e l’avevamo espressamente dichiarato in Consiglio Comunale, in cui veniva chiarito un dubbio riguardo l’impossibilità di funzionari in posizioni organizzativa, che ricoprono incarichi dirigenziali. Siccome Pirrazzo, nell’ambito del suo lavoro, è un funzionario in posizione organizzativa e non ha superiori al di sopra di lui, si dà per scontato che ricopra degli incarichi dirigenziali. Grazie, o purtroppo, a questa delibera uscita un mese e mezzo fa, Pirrazzo ha evidenziato che la sua posizione rientrava all’interno di questa delibera, che ha chiarito un dubbio. Io neanche sapevo che ieri ci sarebbe stata l’udienza di appello, ma penso che non lo sapesse neanche Pirrazzo, quando ha rassegnato le dimissioni. Penso che l’udienza sia stata fissata e gli sia stata indicata dopo le dimissioni.”

A quando risale la condanna in primo grado?

“Non sono Pirrazzo. Non glielo so dire”.


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